giovedì 25 giugno 2020
Da oggi a Cuneo una preziosa esposizione delle immagini della sfida automobilistica Cuneo-Colle della Maddalena di fine Anni 20
Il mito Nuvolari e gli altri temerari delle strade bianche
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La mostra dal titolo evocativo “Quei temerari delle strade bianche. Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo-Colle della Maddalena”, a cura di Giosuè Boetto Cohen, inaugura oggi al Complesso Monumentale San Francesco a Cuneo (sarà visitabile fino al 29 settembre). Eberhard & Co.ha deciso di patrocinare questa esposizione affiancando il MAUTO (Museo Nazionale dell’Automobile di Torino) e il Comune di Cuneo in questo importante progetto, che consente la divulgazione al grande pubblico di una parte di un archivio contenente l’incredibile quantità di circa 40.000 lastre e pellicole realizzate dal fotografo piemontese Adriano Scoffone (1891-1980), nonché l’avvio di una contestuale digitalizzazione in una banca dati consultabile online.

Il percorso espositivo racconta attraverso una selezione di 80 splendide immagini la sfida automobilistica Cuneo-Colle della Maddalena delle edizioni 1925, ‘26, ‘27 e 1930. La gara si disputò a partire dal 1925, fece parte del "Campionato Automobilistico Italiano Corsa e Sport Europeo della Montagna" e per difficoltà e lunghezza passò alla storia come una delle più ardite dell'epoca. Protagonisti degli scatti sono piloti dotati di inimitabile audacia e vetture che riuscirono a ottenere prestazioni impensabili, considerando lo scenario di strade sulle quali gareggiarono. Un mondo moltodiversoda quello di oggi, che Adriano Scoffone riuscì a ritrarre nel pieno della corsa: i punti del percorso più “tattici”, ma anche la piazza di partenza, la città e il suo pubblico, e naturalmente la parata dei campioni, da Varzi a Campari e Marinoni, da Stuck a Caracciola. Il tutto cogliendo spettacolari controsterzi, fughe nei rettilinei e sbandate, nel polverone prima dei tornanti.

Personaggio fondamentale delle foto in mostra è Tazio Nuvolari, uno dei più grandi nomi dell'automobilismo mondiale, che partecipò alla quarta edizione (1930) e la vinse con una Alfa Romeo P2, alla incredibile media di 103,771 km/h. Accanto alle istantanee del campione, il pubblico può ammirare un orologio Eberhard & Co. da tasca degli anni ’30 con funzione di sveglia, identico a quello appartenuto al “Nivola”, del quale fu ritrovata solo la custodia.

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