sabato 12 agosto 2017
Valeria Cagno è tra i fondatori della torinese PanoxyvirTM, che ha brevettato il primo spray contro i rhinovirus, capace di contrastare il virus degli starnuti invece di combattere solo i sintomi
Valeria Cagno, cofondatrice di PanoxyvirTM

Valeria Cagno, cofondatrice di PanoxyvirTM

La ricerca, come spesso si ricorda, cambierà il nostro futuro, ma –a volte – affonda anche le proprie radici nel passato: in questo caso, in una pratica di medicina popolare adottata secoli fa da Sant’Antonio Abate per medicare e curare le piaghe da Herpes Zoster con grasso animale, particolarmente ricco di ossisteroli. Le indagini di laboratorio della giovane virologa torinese Valeria Cagno, cofondatrice di PanoxyvirTM, start up nata come spin-off dell’Università di Torino, hanno confermato che il grasso animale agiva come rimedio lenitivo proprio in virtù degli ossisteroli, molecole fisiologiche naturalmente prodotte dal nostro corpo per ossidazione enzimatica del colesterolo, ma non in quantità tali da debellare l’infezione prodotta dai rhinovirus, i potenti agenti responsabili del virus del raffreddore. Grazie a questa scoperta è stata citata da "Wise Society" tra gli under 30 che "miglioreranno" la nostra vita ed inserita da "Girls in Tech" tra le 10 migliori startupper italiane. Non solo, PanoxyvirTm ha inanellato una serie di riconoscimenti, anche a livello Europeo, culminati nella vittoria del 2016 del Pni (Premio Nazionale per l’Innovazione) sbaragliando 64 concorrenti.

Attualmente sta conducendo i suoi studi a Ginevra: è il caso di dire che la ricerca val bene uno 'starnuto'? Già! L’aspetto più faticoso del lavoro in una start up è quello di dover necessariamente acquisire competenze trasversali, come quelle di relazionarsi con gli investitori o impostare un business plan; poi, per natura, lo startupper deve essere incline a rischiare in un progetto tempo e capitali, anche propri, senza di fatto essere retribuiti. Così, non di rado, ci si ritrova impegnati contemporaneamente su due fronti: la fortuna di essere in un team, come nel mio caso, consente di dedicare maggiori risorse a Panoxyvir in alcuni frangenti ed in altri al lavoro "ufficiale".

Il team PanoxyvirTM detiene il controllo del brevetto sugli ossisteroli ed, ad oggi, avete depositato domanda per l’estensione all’Europa, Nord America, Giappone, Australia. Siete, dunque, ben consapevoli del potenziale della vostra idea e, conseguentemente del segmento di mercato interessato al prodotto: cosa distingue il principio di azione dello spray nasale a base di ossisteroli?

Il "giro" economico del raffreddore, che è di gran lunga l’infezione più diffusa nell’uomo, genera costi socio-sanitari di 40 miliardi di dollari all’anno solo negli Stati Uniti, ma i rimedi comuni, attualmente disponibili a livello mondiale, si limitano a mitigare i sintomi, senza incidere né sulla durata né sul decorso dell’infezione: non la curano. Sfruttando l’attività antivirale degli ossisteroli, abbiamo sviluppato il primo spray nasale per la prevenzione ed il trattamento del raffreddore, ed è unico, fino ad oggi, perché non si conoscono vaccini o farmaci capaci di agire contro i rhinovirus, responsabili dell’infezione. Da questo punto di vista, PanoxyvirTM non ha competitori: è, dunque, immediato comprendere l’importanza della copertura del brevetto per la nostra società. Il nostro segmento di mercato, rappresentato da coloro che già ora scelgono di trattare il raffreddore, raggiunge circa 10 miliardi di euro ogni anno in Europa e Stati Uniti e 700 milioni di solo in Italia.

osa manca alla commercializzazione del prodotto?

La realizzazione del progetto prevedeva diversi step: dallo sviluppo della sintesi alla caratterizzazione della sostanza attiva, per arrivare alla formulazione del medicina-le, per il quale abbiamo ricevuto il premio Chiesi Farmaceutici life Sciences. Per il completamento degli studi preclinici ed i trials sull’uomo sarà necessario almeno un milione di euro: abbiamo già avuto contatti con alcuni investitori e con un venture capitalist. Le analisi finanziarie di start up biotecnologiche indicano come valore di exit una cifra media di 400 milioni di euro. La strada alla commercializzazione è appena iniziata, ma l’ottimismo non manca!

I trials clinici sui pazienti, in attesa di finanziamenti, sono particolarmente urgenti per gli anziani ed i soggetti immunodepressi: intanto come sta proseguendo il progetto?

La specificità del prodotto è quella di essere completamente naturale, non contenendo alcuna componente tossica, e di agire sulla causa, e non sui sintomi, proprio attraverso la stessa sostanza attiva generata nel cavo nasale dal nostro sistema immunitario in presenza del raffreddore. Una soluzione anche per i soggetti più vulnerabili, per i quali una comune infezione può essere mortale: lo spray, poi, potrà essere usato per prevenire alcune patologie respiratorie gravi, quali asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Dai più recenti dati Istat sullo stato di 'salute' degli italiani emerge che il raffreddore colpisce circa il 46% della popolazione sopra ai 14 anni con un costo sociale di circa 250 milioni di euro ogni anno, 40 mila ore di lavoro e 20 mila di scuola perse. Un fastidioso malanno di stagione, solo in apparenza, ma, in 'soldoni', un vero e proprio macigno per le economie dei paesi industrializzati.

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