martedì 5 dicembre 2017
Per l'Istituto di statistica in un quadro economico internazionale in espansione, si consolida la crescita dell'economia italiana, sostenuta dalla ripresa del processo di accumulazione del capitale
La crescita si rafforza, prospettive positive

Si rafforzano le prospettiva di crescita economica dell'Italia. Lo sottolinea l'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana. "In un quadro economico internazionale in espansione, si consolida la crescita dell'economia italiana, sostenuta dalla ripresa del processo di accumulazione del capitale - spiega l'Istat -. L'attività produttiva mantiene una intonazione complessivamente positiva in presenza di un rallentamento della crescita nei servizi". Istat il primo dicembre scorso ha rivisto leggermente al ribasso i dati sulla crescita del Pil nel terzo trimestre, portando a +0,4% il congiunturale sul trimestre precedente e a +1,7% il tendenziale sullo stesso trimestre del 2016. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,4%. Istat stima per il 2017 una crescita del Pil pari a +1,5%, per il 2018 a +1,4%. Il governo Gentiloni stima un +1,5% sia per il 2017 che per il 2018. Nel 2016 il Pil aveva fatto registrare un aumento dello 0,9%.

Mercato del lavoro
"Il mercato del lavoro si attesta sui livelli raggiunti nel mese precedente, mentre la flessione congiunturale della produttività del lavoro riflette l'elevato contenuto di occupazione che caratterizza la fase di ripresa economica - conclude l'Istat -. L'indicatore anticipatore continua ad aumentare rafforzando le prospettive di crescita a breve termine.

Disagio sociale

Il "Misery Index" elaborato da Confcommercio e relativo al mese di ottobre di si è attestato su un valore stimato di 18,8 punti, in aumento di quattro decimi di punto rispetto a settembre. L’andamento del MIC dell’ultimo mese è sintesi di un aumento dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto, e di una lieve crescita della disoccupazione estesa. L’ampliamento dell’area del disagio sociale si inserisce in un contesto in cui molti indicatori congiunturali sembrano mostrare una dinamica meno favorevole rispetto ai mesi precedenti. Vi è il rischio che questi andamenti possano rappresentare l’inizio di una fase di rallentamento della ripresa, limitando le possibilità di riportare su valori più contenuti, rispetto agli attuali, l’area del disagio sociale su cui il consolidamento della ripresa registrato nell’ultimo anno non ha, comunque, prodotto effetti significativi.


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