lunedì 5 maggio 2014
Bruxelles stima un tasso di crescita al 12,8% quest'anno e al 12,5% nel 2015. Anche per l'Istat riprendono i consumi. Meno positive le stime su Pil e lavoro.
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La Commissione Ue ha diffuso i suoi dati, confermando le stime precedenti, con un Pil allo 0,6% quest'anno e all'1,2% il prossimo. Male invece il debito, che secondo l'Ue salirà più del previsto. La Commissione infatti peggiora la stima del rapporto debito/pil (rispetto alla rilevazione di febbraio) che nel 2014 si attesterà al 135,2% (rispetto al precedente 133,7%) e nel 2015 al 133,9% (132,4%). La Commissione europea stima un tasso di crescita al 12,8% quest'anno e al 12,5% nel 2015. Presentando le previsioni economiche di primavera il vicepresidente della Commissione europea Siim Kallas ha spiegato che in Italia "il recente taglio delle tasse sul lavoro avrà probabilmente effetti largamente neutri sulla crescita della produzione a breve termine" ma, "potrà avere un effetto positivo a più lungo termine se sarà finanziato con la razionalizzazione e il miglioramento dell'efficienza della spesa pubblica". Dal canto suo, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha osservato che le previsioni della Commissione europea "confermano, secondo me molto chiaramente, che il Paese sta migliorando". Dopo tre anni di riduzione, per la prima volta, i consumi tornano a salire in Italia. La spesa delle famiglie italiane, infatti, nel 2014 segnerà un aumento dello 0,2%, per poi aumentare ulteriormente nel 2015 dello 0,5%, fino all'1% nel 2016. È la stima dell'Istat contenuta nel rapporto Le prospettive per l'economia italiana 2014-2016 in cui spiega che negli ultimi mesi "il clima di fiducia risulta in recupero, supportato dal miglioramento dei giudizi sulla situazione economica del Paese e, per la prima volta da oltre un triennio, delle valutazioni sulle condizioni economiche della famiglia e sulle prospettive del mercato del lavoro". Il merito di questo incremento, anche se in misura "minima", è da attribuire alla decisione del governo di mettere in busta paga i 'famosi' 80 euro. Ancora più ottimistiche sono le previsioni delle associazioni dei consumatori. Secondo Federconsumatori e Adusbef infatti il bonus di 80 euro in busta paga potrebbe determinare una ripresa dei consumi tra il +0,5 e il +0,6%. Meno positive invece le stime per quanto riguarda Pil e lavoro. Sempre secondo l'istituto di statistica, infatti, il primo indicatore crescerà in termini reali dello 0,6% nel 2014, dell'1% nel 2015 e dell'1,4% nel 2016. Il governo italiano nel Def aveva stimato un aumento del Pil pari allo 0,8% per quest'anno e all'1,3% nel 2015.  Mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 12,7% nel 2014. Una stabilizzazione dell'indicatore è prevista avviarsi nella seconda metà dell'anno con riflessi sul 2015, anno in cui è attesa una riduzione del tasso al 12,4% per poi toccare quota 12% nel 2016. "Le condizioni del mercato del lavoro sono previste rimanere deboli nel periodo di previsione", sottolinea il rapporto.

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