mercoledì 10 dicembre 2008
Il pil nel 3° trimestre diminuito dello 0,5%, lo 0,9 annuo. Italia in recessione tecnica. Ad ottobre crolla la produzione industriale: -6,9%. È il peggior dato dal dicembre del 2001. Veltroni: «Dati drammatici, il governo li nasconde». Scajola: «Fase difficile, ma niente allarmismi».
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L'Italia è ufficialmente in recessione tecnica: la conferma è arrivata dai dati definitivi diffusi dall'Istat nei conti economici trimestrali, che ha così certificato un calo congiunturale del prodotto interno lordo nazionale per il secondo trimestre consecutivo. Alla flessione dello 0,4% registrata nel secondo trimestre dell'anno fa seguito una diminuzione del Pil dello 0,5% nel terzo trimestre, rispetto ai tre mesi precedenti. Intanto, va a picco anche la produzione industriale: ad ottobre ha segnato un crollo del 6,7% rispetto allo stesso mese del 2007 e dell'1,2% rispetto a settembre 2008. Anche le previsioni per i prossimi mesi non sono confortanti, anzi: per il Centro studi di Confindustria, il Pil italiano registrerà nel quarto trimestre dell'anno una contrazione dello 0,8%, mentre la produzione industriale si avvia, sulla base delle stime, a segnare un crollo dell'11,4% a novembre.Peggior trimestre da 15 anni. L'economia italiana, dunque, continua ad arretrare, mettendo a segno peraltro la performance peggiore degli ultimi 15 anni. A livello tendenziale, ossia nel confronto con il terzo trimestre del 2007, infatti, il Pil è diminuito dello 0,9%: si tratta della flessione più alta dal 1993, quando nel terzo trimestre si era registrato un calo del Pil dell'1%. La diminuzione dello 0,5% rispetto al secondo trimestre 2008 risulta invece il dato peggiore dall'ultimo trimestre del 1998. L'istituto di statistica ha inoltre confermato che la crescita acquisita del Pil, ovvero la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nel restante trimestre dell'anno, è per il 2008 pari a -0,3%.Tengono i consumi, giù investimenti. Intanto tengono ma non brillano i consumi, mentre vanno male gli investimenti. In termini congiunturali, sempre secondo i dati dell'Istat riferiti al terzo trimestre dell'anno, dal lato della domanda, le esportazioni sono diminuite dell'1,6%, gli investimenti fissi lordi sono calati dell'1,9%, mentre i consumi finali nazionali sono aumentati dello 0,1% (sia per le famiglie residenti che per le amministrazioni pubbliche e le istituzioni sociali private; mentre in termini tendenziali la spesa ha rispettivamente registrato un calo dello 0,6% ed un incremento dell'1,1%).Calo industria ad ottobre è sesto consecutivo. Il calo tendenziale della produzione industriale ad ottobre è il sesto consecutivo, sia dell'indice grezzo che corretto. Non solo: proprio l'indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato una diminuzione tendenziale del 6,9% (i giorni lavorativi sono stati 23 come ad ottobre 2007). Una diminuzione, questa, che rappresenta il dato peggiore dal dicembre del 1996 (-7,4%) mentre lo stesso calo (-6,9%) si è registrato anche a dicembre del 2001.Per Confindustria, a Novembre produzione -11,4%. Il crollo della produzione industriale si accentuerà a novembre, quando, secondo la previsione del Centro studi di Confindustria, il calo raggiungerà l'11,4% (dato grezzo), mentre rispetto ad ottobre ci sarà una contrazione dell'1,8%. Nel quarto trimestre il calo dovrebbe essere, sempre secondo le stime del Csc, del 4,2%, più forte rispetto alla caduta registrata nel terzo trimestre (-2,2%).Veltroni: «Dati drammatici, il governo nasconde la realtà». «Siamo in una recessione che rischia di tramutarsi in una vera e propria depressione, ma il governo non ha messo in campo misure serie»: è quanto afferma il leader del Pd Walter Veltroni, commentando gli ultimi dati dell'Istat. «L'Italia, a leggere i dati dell'Istat - dice infatti Veltroni - mostra di avere più problemi rispetto ai grandi Paesi europei e agli Stati Uniti, dove i governi stanno assumendo provvedimenti antirecessivi all'altezza dei problemi. Esattamente il contrario - sottolinea - di quello che vanno facendo il governo e il presidente del Consiglio, che crede di affrontare i problemi con un ottimismo di facciata, soprattutto nascondendo i dati della realtà e la durezza sociale della crisi. Noi torniamo a chiedere - ribadisce quindi - serietà e realismo, che sono necessari a trovare risposte efficaci e a restituire una prospettiva positiva alla nostra economia, alle famiglie e alle imprese».Scajola: «Fase difficile, ma niente allarmismi». «È sicuramente un momento difficile, ma non credo che vada aggiunto un allarme continuo per ogni nuovo dato che esce». Così il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha commentato gli ultimi dati Istat sulla produzione industriale che danno nel 3° trimestre dell'anno un calo tendenziale del 6,9%. «Non c'è nulla di più che non fosse previsto. Siamo in una fase difficile, la crisi finanziaria - ha spiegato Scajola a margine dell'assemblea della nautica italiana - si sta riversando sull'economia reale. È un momento di difficoltà - ha aggiunto - che va affrontato con la considerazione che l'Italia ha i fondamentali solidi». Augurandosi che la crisi sia «la più breve possibile» Scajola ha sottolineato che l'Italia ne potrà uscire bene se sfrutterà l'occasione per «mettere ordine in casa, semplificare le norme, garantire adeguati ammortizzatori sociali, tutelare, come per altro il gioverno ha già fatto, il risparmio dei cittadini». Ma per favorire la ripresa economica, ha concluso Scajola, «è anche necessario sviluppare le infrastrutture e puntare sugli incentivi alla ricerca e all'innovazione».
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