mercoledì 15 luglio 2020
Profilo tipo con laurea in Economia e Commercio, oltre 20 anni di esperienza, meno di un anno nel ruolo attuale. Tipicamente coinvolti per l’ingresso di un fondo di investimento nel capitale sociale
Molto richiesti dalle aziende i direttori finanziari a progetto

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L’emergenza Covid-19 ha posto le imprese di fronte alla necessità di trovare nuove strategie e soluzioni per pianificare la ripresa e tornare rapidamente alla normalità. Ed è boom di richieste di temporary manager e di fractional manager, rilevate da Randstad Professionals, la divisione specializzata in ricerca e selezione di middle, senior e top management di Randstad, che dall’1 marzo al 30 maggio ha riscontrato un +80% nelle richieste di questi profili rispetto al trimestre precedente. Nel periodo fra la fine del blocco e l’inizio della Fase 2, il temporary management si è trasformato in uno strumento per ridisegnare o accelerare il business in particolare nei settori aziendali di Finance e Tax & Legal, di Supply Chain e Business Process Rengineering, di Strategia Commerciale e Marketing, di Digitalizzazione e di Hr. E, tra tutte, si segnalano in particolare le richieste di Temporary Cfo, coinvolti in progetti di change management tipicamente legati all’ingresso di fondi di investimento nel capitale sociale dell’azienda, di operazioni di Due Diligence o Ipo, di fusioni e acquisizioni, di progetti di Business Process Rengineering o piani di ricambio generazionale del management. Lo rivela un’indagine di Randstad Professionals che ha coinvolto 260 professionisti, analizzando i profili, i settori e le tipologie aziendali maggiormente interessate dal fenomeno.

«L’emergenza Covid-19 ha richiesto alla maggioranza delle imprese di riorganizzare strategia e processi per garantire competitività o per guadagnare posizioni rispetto alla concorrenza nei casi di piena attività o le ha costrette a ridisegnare il core business quando non è stato possibile ripartire nel breve-medio termine. In questo contesto, inserire un Temporary Manager offre una strategia vincente per accelerare il business, rivedere i processi, aggredire nuovi mercati o semplicemente implementare strumenti necessari alla sopravvivenza o al rilancio dell’azienda», spiega Maria Pia Sgualdino, Head of Randstad Professionals. Nel dettaglio, oltre il 50% dei temporary Cfo intervistati ha maturato la sua ultima esperienza professionale in aziende con meno di cento dipendenti, il 25% in grandi imprese con oltre mille dipendenti. I settori di appartenenza sono soprattutto quelli dei servizi (27,7%) e dell’industria (26,2%), seguiti da automotive (8,2%), food & beverage (7,4%), fashion e retail (7%).

Il background accademico del temporary Cfo rivela una netta prevalenza di professionisti con una laurea in Economia e Commercio/Finanza (80%), il 7,5% si è laureato in altre facoltà. Il 10,2% dei candidati si presenta sul mercato con un diploma di scuola media superiore. La grande maggioranza del campione ha un’esperienza di oltre 20 anni nel ruolo di Cfo. Per quanto riguarda la permanenza nel ruolo, il 30% vanta missioni di durata inferiore ai 12 mesi. Da rilevare inoltre una significativa presenza di professionisti attualmente inoccupati (oltre il 20%).

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