giovedì 13 febbraio 2014
Si perderanno 14.500 posti, mentre si cercano operai specializzati, informatici e assistenti sociali.
In tre mesi 185mila assunti Ma il saldo resta negativo
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Il saldo resta negativo. Perché tra entrate (185mi­la) e uscite (199mila) nel primo trimestre 2014 è prevista una perdita di 14.500 posti. Ma nei dati del sistema informativo 'Excelsior' - realizza­to da Unioncamere e ministero del Lavoro sulla ba­se delle prospettive occupazionali nelle imprese dell’industria e dei servizi - si scorgono anche se­gnali incoraggianti. Anzitutto, il calo dovrebbe ri­sultare leggermente più contenuto rispetto al pe­riodo gennaio-marzo dell’anno scorso, che si chiu­se con un -15.150. C’è da evidenziare, inoltre, un mi­glioramento nella tendenza a puntare sempre più su assunzioni stabili (aumentano i rapporti di la­voro a tempo indeterminato) e qualificati (i lau­reati avranno maggiori possibilità rispetto alle pre­cedenti rilevazioni). Altro aspetto confortante, non­ché utile per orientare l’enorme platea di disoccu­pati italiani (soprattutto under 35) a caccia di un im­piego, è quello relativo alla tipologia di imprese maggiormente propense ad assumere in vista del­la 'ripresina' economica alle porte. Le opportunità potrebbero arrivare, in particolare, da alcuni settori del made in Italy tradizionalmen­te votati all’export. Come nel caso delle imprese dei servizi innovativi e di supporto alle attività a­ziendali, che hanno messo in preventivo 5mila nuo­vi ingressi. O le realtà della meccanica, che hanno programmato nei primi 90 giorni del 2014 un au­mento della forza lavoro pari a 3mila unità. E an­che le intenzioni delle aziende che si occupano dei servizi al cittadino appaiono piuttosto interessan­ti: dal primo gennaio al 31 marzo si stimano 6mi­la posti in più. «Cominciamo a cogliere i primi segnali di una ri­presa occupazionale che ci auguriamo divenga più solida nei prossimi mesi - commenta Ferruc­cio Dardanello, presidente di Unioncamere - . Co­me ci attendevamo, essa parte dai segmenti più innovativi e proiettati all’estero del nostro siste­ma produttivo». Al contrario, sembra non avere fine la sofferenza dell’edilizia: nel comparto an­dranno in fumo altri 11mila posti nel periodo pre­so in esame. A livello territoriale, invece, spicca la notevole dinamicità di Milano. Nel capoluogo lombardo, infatti, l’organizzazione di Expo 2015, a distanza di oltre un anno dall’apertura, sta già portando i primi benefici occupazionali: +2mila contratti in tre mesi. Nell’indagine non manca il dettaglio dei profili più richiesti sul mercato del lavoro. Secondo U­nioncamere circa 17.200 assunzioni riguarderan­no operai specializzati: nell’edilizia e nella manu­tenzione degli edifici, nelle attività metalmecca­niche ed elettromeccaniche, nel triangolo tessile­abbigliamento- calzature, nelle ditte del legno e della carta, nelle industrie chimiche e della pla­stica. Quasi 5.500 nuovi contratti interesseranno informatici, ingegneri e tecnici della produzione. Buone notizie anche per gli assistenti sociali: sa­ranno in 5.200 a trovare una collocazione. Altri 3.700 posti, infine, verranno destinati a tecnici del­la sanità e dei servizi.
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