giovedì 17 maggio 2018
Sono quasi 3.500 le imprese attive nel comparto, focalizzate soprattutto su mobili e antiquariato (+1,5%)
Il mercato dell'usato dà una mano all'occupazione

Il mercato dell’usato continua a crescere grazie a un approccio ai consumi innovativo. Con gli italiani - complice anche la crisi - sempre più protagonisti delle proprie scelte, in linea con le passioni e in funzione dello stile di vita, tanto che negli ultimi tre anni il volume d’affari di questo settore è aumentato in modo costante, grazie al forte traino della compravendita on line (+72% dal 2014). A svelarlo la quarta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da Doxa per Subito - piattaforma che opera in Italia per comprare e vendere - da cui emerge che il valore dell’economia dell’usato è di 21 miliardi di euro, ovvero l’1,2% del Pil italiano.

Secondo una ricerca della Camera di Commercio di Milano del 2016, il mercato del lavoro generato dall’economia di seconda mano cresce dell’1,5%. Sono quasi 3.500 le imprese attive nel comparto, focalizzate soprattutto su mobili e antiquariato. Seguono vestiti e libri. Roma la capitale del vintage, tra le regioni brilla il dinamismo della Lombardia. Roma (10,9%), Milano (7,8%) e Torino (5,7%) sono le tre provincie più floride, contando rispettivamente 378, 272 e 200 attività. Napoli (191) e Firenze (156) ospitano il 5,5% e il 4,5% delle imprese del mercato dell'usato.

«La seconda mano - spiega Melany Libraro, ceo di Schibsted Italy (Subito, Infojobs e Pagomeno) - è oggi un vero e proprio atteggiamento integrato perfettamente nelle abitudini di consumo e di vita delle persone, in grado di rappresentare valori ed esigenze di una generazione dinamica e consapevole in crescita nel nostro Paese. Penso in particolare ai millennials, più attivi nella compravendita dell’usato rispetto alla media della popolazione, per cui ciò che guida la scelta è l’oggetto in sé, nuovo o usato poco importa. Oltre che nativi digitali, potremmo definirli nativi second hand. In Subito siamo impegnati ogni giorno a offrire la migliore esperienza di compravendita in linea con le tendenze in atto grazie a innovazione, varietà degli annunci e capillarità sul territorio, tre asset strategici che ci permettono di guidate il mercato con l’80% di market share. La nostra piattaforma è sempre più un luogo di socialità dove lungo il ciclo di compravendita si trasmettono anche passioni e storie».

In Subito lavorano 160 persone, età media 35 anni, 40% nel settore Product&Tech (ovvero, si dedicano a migliorare la piattaforma tutti i giorni). Nel 2007, quando è stata fondata, erano in quattro: un esempio di lavoro creato grazie all'economia di seconda mano! Abbiamo 8 milioni di visitatori unici al mese e ogni giorno di media ci sono sulla nostra piattaforma oltre sei milioni di annunci, 120mila nuovi al giorno.

Il digitale rappresenta la risposta ideale per chi desidera acquistare o vendere oggetti appartenenti ad alcune categorie in particolare. Analizzando infatti cosa viene effettivamente comprato e venduto in Italia attraverso l’online, si comprano soprattutto arredamento e casalinghi, seguiti da auto e libri. Si vendono invece auto, attrezzature sportive e telefonia.

Il digitale è un alleato perché permette di guadagnare un tesoretto dai propri beni che non servono più, da reinvestire nelle proprie esigenze, passioni e desideri. Mediamente si guadagnano 1.030 euro dalla vendita (+22%, erano 843 euro nel 2016). Il 48% degli italiani dichiara di avere comprato o venduto usato nel 2017, al quarto posto dei comportamenti sostenibili più diffusi, subito dopo la raccolta differenziata (93%), l’acquisto di lampadine a Led (75%) e prodotti a chilometro 0 (56%).

«L’aspetto valoriale - continua la manager - ha infatti un ruolo centrale nella decisione di compravendere beni usati, dimostrando che il consumatore oggi vuole fare scelte consapevoli e coerenti con i principi che guidano il proprio stile di vita. In questo contesto, indubbiamente la capacità di poter acquistare facendo un buon affare in termini economici, garantendo un risparmio rilevante, è la prima motivazione per il 70%, affiancata dalla scelta distintiva di trovare pezzi unici, d'antiquariato o non più in commercio (35%) che permettono di rendere unico il quotidiano, e seguita dall’opportunità di conquistare l'oggetto dei desideri perfetto per le proprie necessità e passioni (10%). Da queste tendenze emerge un cittadino italiano molto attento all'economia circolare e alla sostenibilità ambientale che cerca di favorire attraverso il riutilizzo (66%), legato affettivamente agli oggetti a cui attribuisce la possibilità di una seconda vita (60%) e che non rinuncia ad acquistare oggetti altrimenti costosi a un prezzo conveniente (58%)».

Percorrendo la Penisola l’Osservatorio Second Hand Economy di Subito svela che ci sono alcune regioni più attive: la Lombardi è prima con 3,4 miliardi di euro di valore generato, seguita dalla Toscana con 2,8 miliardi di euro. Terza l'Emilia Romagna con 2,3 miliardi di euro. Al quarto posto la Sicilia, prima regione del Sud, con 1,5 miliardi di euro. Il podio cambia se consideriamo il guadagno medio pro capite per i venditori: prima la Toscana con 1.802 euro, seconda la Lombardia con 1.289 euro, terza la Sicilia con 1.090 euro.

«I tre anni in crescita appena trascorsi non saranno un trend del passato - conclude Libraro - ma un volano per un’ulteriore evoluzione in positivo dell’economia dell’usato che per il 75% è destinata a crescere ancora nei prossimi 5 anni. Questa percezione nasce in primis dalla sua capacità di essere un driver di risparmio (49%), in secondo luogo una scelta sempre più ecologica e sostenibile (45%), ma anche distintiva e smart (29%), oltre a rendere i consumi accessibili a più persone (21%) e trasformarsi in un canale di acquisto tra gli altri, normalizzando completamente questa modalità (16%)».

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