venerdì 11 gennaio 2019
L'obiettivo è rispondere alla crescente esigenza delle imprese agricole italiane e renderle ancora più competitive sui mercati internazionali
Agricoltura e infrastrutture da migliorare

Rispondere alla crescente esigenza di rendere le imprese agricole italiane ancora più competitive sui mercati internazionali grazie una maggiore presenza di infrastrutture fisiche e digitali. Sono questi gli obiettivi del secondo appuntamento di Grow!, l’iniziativa di Agrinsieme, il coordinamento nazionale che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Agroalimentare, che si è tenuto a Roma. Dopo il successo della scorsa edizione, Grow! intende continuare a mettere a disposizione dei decisori pubblici e dei propri associati un innovativo laboratorio di riflessione sulle policy che influenzano il futuro del settore.

In agricoltura gli occupati stabili sono circa 900mila, con una nuova attrattività per i giovani e una opportunità di inserimento per gli stranieri. Oggi, infatti, l’agricoltura è l’unico settore in cui il lavoro giovanile ha il segno positivo: gli ultimi dati attestano che ci sono stati nell’ultimo trimestre 22mila nuovi occupati nel primario. La crescita dell'occupazione in questo segmento, si affianca all'aumento delle imprese agricole condotte da giovani: secondo i dati del Registro delle Imprese, sono 55mila le imprese guidate da under 35. I lavoratori nati all'estero e occupati nei campi in Italia, invece, sono quasi 350 mila, vale a dire un terzo del totale. Nelle nostre campagne sono rappresentate quasi 155 nazionalità diverse, confermando la realtà di un comparto oggi ai primi posti dal punto di vista dell’integrazione.



All’iniziativa sono intervenuti, tra i molti rappresentanti del mondo della produzione e delle infrastrutture, il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio, gli amministratori delegati di Acea Stefano Antonio Donnarumma e Linkem Davide Rota, il responsabile dell’Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma Denis Pantini, il coordinatore nazionale di Agrinsieme Franco Verrascina e i copresidenti del coordinamento Dino Scanavino, Massimiliano Giansanti e Giorgio Mercuri.

«L’ottimizzazione della rete infrastrutturale, sia materiale che immateriale, si traduce in mercati domestici più efficienti e in una migliore trasmissione del prezzo, nonché in una maggiore competitività sui mercati internazionali; per questo riteniamo di fondamentale importanza aver riunito oggi una significativa rappresentanza del mondo imprenditoriale agricolo e cooperativo italiano, che quotidianamente si confronta con le difficoltà del mercato nazionale e globale e ha la possibilità di rappresentare la propria esperienza alle istituzioni», ha spiegato Verrascina.

L’incontro si è aperto con la presentazione di uno studio realizzato da Nomisma per Agrinsieme e dedicato al tema Il sistema infrastrutturale a servizio dell’agricoltura italiana, che ha analizzato l’importanza delle infrastrutture materiali e immateriali per la competitività dell’agricoltura italiana nel contesto comunitario e globale, con particolare riferimento ai collegamenti, ai trasporti, alla digitalizzazione e al sistema idrico.

Lo studio parte dalla presenza di infrastrutture fisiche nei Paesi dell'Unione Europea e fotografa l'Italia all'11esimo posto per autostrade, aeroporti e reti ferroviarie. L'Italia si posiziona prima della Spagna e dopo la Francia, tuttavia il distacco dai Paesi Bassi, primi in classifica, è notevole: l’intensità della presenza infrastrutturale è meno della metà nel nostro Paese.

La ricerca nasce dal presupposto di una flessione strutturale dei consumi interni e dalla necessità per le imprese di individuare mercati di sbocco all’estero. L’export agroalimentare nell’ultimo anno ha superato i 40 miliardi di euro (+15,8 miliardi in 10 anni, pari al +70% dal 2007), con una forte preponderanza dei mercati limitrofi o di “prossimità”: i maggiori mercati di destinazione del nostro export sono infatti Germania e Francia.

Sono state poi discusse le opportunità di sbocco del made in Italy agroalimentare collegate ai nuovi canali di vendita on line: nonostante una forte crescita (+220% in 5 anni, raggiungendo i 708 milioni di euro nel 2017) in Italia, infatti, l’ecommerce nel settore Food & Beverage risulta ancora limitato (0,5%).

I dati evidenziano inoltre l’importanza dei Paesi terzi per l’agroalimentare italiano: su un totale di 30,9 miliardi di prodotti Food & Beverage esportati in un anno, l’incidenza dei mercati extraeuropei è in media pari al 36%. Le esportazioni verso l’interno e l’esterno della Ue sono cresciute complessivamente del 150% dal 2000 al 2016.

Altro grande ostacolo da superare, poi, è la mancanza di connessione a Internet nelle nostre campagne, dovuta alla carenza di infrastrutture fisiche. In Italia solo il 4,4% della popolazione ha una connessione a 100 Mbps (siamo al 24% nell’Unione Europea) e solo il 41,7% a 30 Mbps (76% in Ue). La mancanza di copertura con la banda ultra-larga delle aree rurali è un problema che evidentemente limita la diffusione dell'agricoltura di precisione, ma ha un'importanza fondamentale anche per la coesione sociale e territoriale. Il quadro relativo alle aree rurali conferma le lacune in termini di infrastrutture digitali, con solo il 77% delle famiglie cui è garantito l’accesso a Internet.

A questo proposito, Rota ha evidenziato che «una delle maggiori innovazioni che le infrastrutture immateriali e il 5G possono portare all’agricoltura è la possibilità di ottimizzarne la produzione, oltre a rendere disponibili sul mercato nuove tipologie di offerta. La tecnologia applicata all’agricoltura può inoltre fornire strumenti di valutazione obiettivi che consentano di ottenere il massimo valore economico nel rispetto dei vincoli ambientali».

Per quanto riguarda le imprese, emerge un forte ritardo rispetto alle principali economie europee in riferimento alla velocità della connessione fornita, nell’ambito della quale l’Italia si posiziona al terzultimo posto nell’Unione Europea. Secondo lo studio Nomisma per Agrinsieme, inoltre, solo un’impresa su dieci realizza almeno l’1% del proprio fatturato mediante vendite online, mentre l’incidenza arriva all’1,7% in media nell’Unione Europea.

In merito all’importanza delle azioni di sostegno verso il territorio, Donnarumma ha affermato: «Una multiutilty come Acea è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale per lo sviluppo sostenibile dei territori in cui opera, ponendo la massima attenzione soprattutto ai temi infrastrutturali. Il nostro principale obiettivo è quello di rendere ancor più efficienti e resilienti le infrastrutture esistenti, senza dimenticare di realizzarne di nuove altamente performanti. Tali principi sono presenti nel nostro Piano Industriale che prevede 1,6 miliardi di euro di investimenti in cinque anni proprio per l’ammodernamento delle reti idriche. Reti che beneficeranno anche dell’adozione di particolari tecnologie innovative in ottica Smart Grid. Tutto ciò ci consentirà ottimizzare al meglio la gestione della risorsa idrica per i nove milioni di abitanti serviti dal Gruppo».

Il ministro Centinaio ha spiegato che «la modernizzazione delle infrastrutture è fondamentale se vogliamo stare al passo con i tempi e arrivare con facilità ai mercati di tutto il mondo». «Siamo tra i Paesi che producono di più - ha concluso Centinaio - eppure nei mercati emergenti siamo lontani rispetto ai nostri competitor. Oggi il nostro obiettivo è quello di recuperare rispetto a loro. L'Italia deve cavalcare la globalizzazione anziché subirla: è uno strumento per farsi conoscere, crescere, aumentare il proprio business. L'innovazione del sistema agricoltura italiano passa necessariamente attraverso le infrastrutture, fisiche e digitali. Sul digitale molto abbiamo fatto in questi mesi: gli accordi con Amazon, e-Bay, Alibaba, l'e-commerce, su cui ormai si muove tutto il mercato che conta”, ha ricordato il responsabile del dicastero dell’agricoltura. Dobbiamo ancora lavorare, implementare quello che abbiamo, concretizzare interventi infrastrutturali che il modo agricolo in primis ci chiede. Il mio obiettivo è quello di creare una logica di sistema, costruire la visione di un'Italia che si promuove in modo professionale, che si può vendere al modo, ad armi pari. È una sfida che voglio vincere e a cui dobbiamo concorrere tutti insieme».



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