venerdì 29 marzo 2013
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​Venti miliardi di debito in più per la Pubblica amministrazione. Secondo Bankitalia sono circa 90 miliardi, e non i 70 dei quali si è parlato finora, i crediti scaduti verso le imprese. Un dato aggiornato a fine 2011. La novità è emersa durante le audizioni della Commissione speciale Camera-Senato, che intanto ha dato via libera alla nota di variazione del Def per scontare sui conti pubblici uno 0,5% in più di deficit (complessivamente arriverebbe al 2,9%) e trovare lo "spazio" nei conti dedicato al pagamento degli arretrati. Uno spazio che – rassicura il ministro dell’Economia Vittorio Grilli – non porterà di certo il deficit oltre il 2,9% ipotizzato.  E si partirà non dalle banche, così come avevano paventato i rappresentanti del M5S, ma dalle imprese. La rassicurazione arriva dallo stesso Grilli, che ci tiene a precisare che la tempistica non favorirà certo le banche (anche se non pagarle sarebbe «pericoloso» in tempi di crisi del credito). Ma non è neanche ipotizzabile – dice sempre Grilli rispondendo a molte voci sempre del M5S – utilizzare risorse in deficit per pagare nuove spese. Questo non si può più fare.Per quanto riguarda i tempi del provvedimento Grilli spiega che i tecnici sono già al lavoro al Tesoro e che si punta ad un provvedimento snello e con effetto veloce. Cioè niente rinvio a provvedimenti attuativi che tanto hanno fatto penare in altre situazioni il governo Monti. Decreto che Giancarlo Giorgetti (Lega) dice arriverà già la prossima settimana, forse mercoledì.Sugli effetti del provvedimento molte le valutazioni e in due sensi: l’effetto ipotizzabile sul Pil e quello sui conti pubblici. Nel primo caso le proiezioni non sono esaltanti: l’effetto è «estremamente contenuto – dice Giovannini - un decimale nel corso del 2013». Ma – dice Bankitalia – il pagamento «potrà migliorare le condizioni finanziarie di molte imprese ed essere di stimolo alla crescita dell’economia». Ma attenzione – sottolinea via Nazionale – a non pregiudicare la chiusura della procedura Ue per deficit eccessivo a carico dell’Italia. L’effetto sui conti infatti preoccupa tutti anche se l’impatto sul deficit sarà minimo perché si tratta in larga parte di spese già contabilizzate. Ma Grilli su questo taglia corto: «usare lo spazio di 0,5 punti di Pil nel 2013 rimanendo sotto al soglia del 3% è un limite invalicabile». Si procederà spediti: agli enti locali andranno 12 miliardi nel 2013 e 7 nel 2014, alla Sanità 5 miliardi nel 2013 e 9 nel 2014 e allo Stato 7 miliardi in due anni.
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