giovedì 4 luglio 2013
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È iniziata martedì a Lipsia la competizione mondiale delle professioni «World Skill 2013». Sono in gioco quarantasei mestieri, dall’esperto in meccatronica all’idraulica, dal pasticciere al cuoco, dal parrucchiere a quello in tecnica di abbigliamento. Saranno premiate la manualità e la bravura. Possono partecipare solo giovani selezionati in gare nazionali ed europee. Quest’anno l’Italia partecipa con quattordici mestieri, rappresentati solo dall’Alto Adige, mentre gli altri Paesi mandano delegazioni d’eccellenza. Basta guardare sul sito (www.worldskills.org) per accorgersi che negli anni passati nessun giovane italiano ha raggiunto il podio. L’iniziativa è nata nel 1946 da un’idea di due spagnoli, quando, all’epoca, mancavano lavoratori qualificati. Di anno in anno il livello della gara sta diventando sempre più competitivo. Il costo medio per «allenare» un giovane è certamente oneroso: 30-40mila euro a partecipante. Occorrono sei mesi circa per prepararlo, perché ha bisogno di essere seguito proprio come in una gara sportiva. Gli italiani non riescono a superare le selezioni finali anche per problemi «strutturali» nel nostro mercato del lavoro: negli altri Paesi, infatti, vige il cosiddetto sistema duale, con alternanza di formazione in aula ed esperienza in campo. Quello che l’Alto Adige, non a caso, ha adottato da anni. E i risultati si vedono. Nelle altre Regioni, invece, l’apprendistato stenta a decollare e gli Istituti Tecnologici Superiori sono attivi solo da due anni. Realtà scolastiche di alta specializzazione che però molti genitori ancora non conoscono. Euroskill (www.euroskills.org) è un’associazione nata proprio per promuovere l’eccellenza e lo sviluppo delle competenze: la strada giusta per contrastare la disoccupazione.
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