sabato 13 gennaio 2018
Nel 2017 il fatturato è cresciuto del 20%, arrivando a 41 milioni di euro e le previsioni sono positive anche per il 2018
Due nuovi stabilimenti e una decina di assunzioni

L'obbligo dei sacchetti bio per frutta e verdura, scattato a gennaio, sarà un'occasione di crescita in più per Flexopack. L'azienda di Villanova d'Albenga (Savona), nata nel 1985, fondata da Nicola Trimboli, è uno dei maggiori produttori di shopper biodegradabili e compostabili in Italia e lavora con i principali gruppi della grande distribuzione. Oltre agli shopper produce appunto sacchetti bio per alimenti, borse riutilizzabili e appunto sacchi rifiuti, oltre a "coni" per i fiori. Con un occhio all'ambiente visto che ricicla al 100% i propri scarti di produzione. Nel 2017 il fatturato è cresciuto del 20%, arrivando a 41 milioni di euro e le previsioni sono positive anche per il 2018 che potrebbe segnare il debutto anche in Belgio e in alcuni Paesi dell'Est europeo con cui ci sono contatti già avviati.

«Quando a gennaio è entrato in vigore l'obbligo in Italia dei sacchetti biodegradabili per l'ortofrutta - spiega Alessandro Cibien, general councel di Flexopack - noi li realizzavamo già per la Francia da un anno e mezzo perché lì la legge è scattata lo scorso anno. Ora anche la Spagna la recepirà e il Belgio. In Francia non c'è l'obbligo di pagamento, perché ogni stato membro ha la possibilità di adeguarsi come ritiene più opportuno alle linea guida date dall'Europa. Quello di far pagare il consumatore è stato un disincentivo a mio avviso, ma anche il costo del sacchetto non biodegradabile penso che in qualche modo fosse riversato sul consumatore finale».

In Flexopack lavorano 73 dipendenti, si sviluppa su un'area di 30mila metri quadrati a Villanova d'Albenga e punta all'ampliamento: c'è un progetto per due nuovi stabilimenti in attesa del via libera, per aumentare la produzione complessiva, oggi fra le 15mila e le 18mila tonnellate, e il fatturato con la
previsione di una decina di assunzioni.
Oggi le vendite si concentrano soprattutto in Italia dove Flexopack realizza circa il 70% del fatturato. Il resto è Francia prima di tutto ma anche Inghilterra e Marocco (dove si vendono soprattutto sacchi da rifiuti).

«Da oltre un anno e mezzo l'azienda si sta espandendo di più in Europa anche in ragione del fatto che c'è un mercato che si sta ampliando sulle bioplastiche - prosegue Cibien -. Il prodotto che vende di più e traina il fatturato oggi è lo shopper, il sacchetto bio della spesa. E in generale la fetta più grossa della produzione riguarda imballaggi con materiali rinnovabili e compostabili, come chiede il mercato. Anche l'Africa si sta convertendo, con una serie di leggi.

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