venerdì 12 gennaio 2018
Premio di 2 mila dollari ai dipendenti statunitensi. Marchionne: «Giusto premiare chi fa crescere il Gruppo». Record in Borsa. La Fiom: «Ma in Italia la situazione è critica»
L'ad di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne

L'ad di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne

Grazie anche all'approvazione della riforma fiscale tanto caldeggiata da Donald Trump, Fiat-Chrysler Automobiles ha annunciato una doppia mossa che riguarda gli Stati Uniti: investirà oltre un miliardo di dollari nelle sue attività manifatturiere e verserà un bonus speciale da 2.000 dollari a circa 60.000 dipendenti, dirigenti di alto livello esclusi. Il bonus verrà versato nel secondo trimestre del 2018 e andrà ad aggiungersi agli altri legati ai risultati. L'amministratore delegato Sergio Marchionne ha dichiarato in una nota che «questi annunci riflettono il nostro impegno nei confronti della nostra presenza manifatturiera in Usa e di dipendenti dedicati che hanno contribuito al successo di Fca». Il top manager italo-canadese ha aggiunto: «È semplicemente giusto che i nostri dipendenti godano dei risparmi generati dalla riforma fiscale e che noi riconosciamo apertamente il miglioramento risultante nel contesto aziendale americano investendo di conseguenza».

Il miliardo di dollari e più verrà usato per modernizzate un impianto di assemblaggio a Warren, in Michigan, al fine di produrvi la prossima generazione dei Ram Heavy Duty, la cui produzione nel 2020 verrà trasferita da Saltillo (località messicana dove si concentrerà la produzione di veicoli commerciali da distribuire su scala mondiale). L'investimento va ad aggiungersi a quello comunicato nel gennaio 2017, che arrivò come in questo caso prima dell'apertura del Salone dell'auto di Detroit. Per sostenere l'aumento dei volumi nella fabbrica di Warren, verranno creati 2.500 posti di lavoro nuovi che andranno ad aggiungersi ai 2.000 annunciati un anno fa. Dal 2009, l'azienda ha detto di avere investito 10 miliardi di dollari nelle attività manifatturiere su suolo americano. Immediati gli effetti in Borsa. La notizia dell'investimento ha fatto raggiungere al titolo in mattinata a Piazza Affari quota 19,93 euro, nuovo massimo storico per Fca.

Tutt'altro che entusiastici però i commenti nelle fabbriche italiane. «Il 2017 per Fca ed il suo management si è chiuso con il raggiungimento degli obiettivi finanziari. In Italia no, e il problema è che il 2018 si apre peggio...», dice Michele De Palma,
segretario nazionale Fiom-Cgil. La Fiom ricorda come questo sia l'anno in cui scadrà il piano industriale e il contratto specifico di lavoro, «la piena occupazione annunciata, non ci sarà. Anzi, l'inizio dell'anno è stato caratterizzato dalle chiusure prolungate degli stabilimenti con i modelli Alfa e Jeep, mentre per quelli Maserati il nuovo anno si è aperto con annunci di cassa integrazione. Inoltre, per gli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano d'Arco e Nola gli ammortizzatori sociali terminano in corso d'anno. Per questo chiediamo un confronto ad azienda e governo, un tavolo congiunto per mettere in atto tutte le iniziative utili alla realizzazione di un piano che si basi sull'innovazione e sull'occupazione, e un programma di investimenti pubblici e privati con l'obiettivo di produrre in Italia per il resto del mondo le auto ecologiche ibride ed elettriche».

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