giovedì 26 dicembre 2019
La certificazione dello Stato estero deve attestare solo il patrimonio immobiliare
Reddito e pensione di cittadinanza più facile
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Reddito e pensione di cittadinanza (Rdc/Pdc) più facile per gli stranieri extracomunitari. La certificazione dello Stato estero, richiesta obbligatoriamente insieme alla domanda del sussidio, infatti, deve attestare solo il patrimonio immobiliare posseduto all’estero, non anche il requisito reddituale né la composizione del nucleo familiare (come richiesto, invece, dal decreto legge n. 4/2019 che ha istituito le due prestazioni a sostegno dei nuclei familiari). A stabilirlo, tra l’altro, è il decreto 21 ottobre 2019 che individua anche gli Stati esteri per i quali va fatto l’adempimento, illustrato dall’Inps (messaggio n. 4516/2019).

La disciplina del Rdc/Pdc prevede, per i cittadini di Stati non Ue, l’obbligo di produrre insieme alla domanda una certificazione dell’autorità estera, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana, per comprovare i requisiti reddituali e patrimoniali, nonché la composizione del nucleo familiare. Dall’obbligo sono esclusi i cittadini:
• aventi lo status di rifugiato politico;
• per i quali convenzioni internazionali dispongano diversamente;
• nei quali è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni (l’individuazione dei Paesi è stata affidata a un apposito decreto ministeriale; nelle more di tale decreto, l’Inps aveva sospeso tutte le domande presentate dai cittadini stranieri non Ue).

Il decreto è arrivato e definisce sia l’ambito di applicazione dell’obbligo (stati cui si applica) sia le caratteristiche della certificazione. In particolare, stabilisce che:
• sono tenuti a produrre la certificazione soltanto i cittadini degli stati e/o territori individuati in apposito allegato al decreto. Nel dettaglio si tratta di: Regno del Bhutan — Repubblica di Corea — Repubblica di Figi — Giappone — Regione amministrativa speciale di Hong Kong della repubblica popolare cinese — Islanda — Repubblica del Kosovo — Repubblica del Kirghizistan — Stato del Kuwait — Malaysia — Nuova Zelanda — Qatar — Repubblica del Ruanda — Repubblica di San Marino — Santa Lucia — Repubblica di Singapore — Confederazione svizzera — Taiwan — Regno di Tonga;
• la certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato o territorio estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana, è richiesta limitatamente all’attestazione del valore del patrimonio immobiliare posseduto all’estero dichiarato ai fini Isee (art. 1, comma 1). Dunque, non prevede che concerna anche i requisiti reddituali e la composizione del nucleo familiare.

L’Inps ha stabilito che le domande presentate dai cittadini di stati o dei territori non inclusi nell’allegato al decreto, per le quali è già stata effettuata la verifica dei requisiti per l’accesso al sussidio (Rdc/Pdc), sono accolte ed è disposto il rilascio della “Carta Rdc" con la contestuale disposizione di pagamento alle Poste Italiane. L’Inps procederà a successivi invii, a cadenza quindicinale, delle eventuali mensilità arretrate.
Le domande, invece, presentate dai cittadini di uno degli stati o territori inclusi nell’allegato al decreto, andranno integrate da parte del richiedente con la prevista certificazione. A tal fine, i richiedenti riceveranno un Sms/E-mail di allert con invito a produrre la certificazione presso le sedi dell’Inps. In alternativa alla presentazione a mano, personalmente presso la sede Inps competente per territorio, la certificazione potrà essere inviata alla stessa sede via Pec. Anche in tal caso, verificata la certificazione limitatamente all’attestazione del valore del patrimonio immobiliare posseduto all’estero dichiarato ai fini Isee, qualora ricorrano gli altri presupposti, l’Inps erogherà il sussidio comprensivo di arretrati, sempre con cadenza quindicinale.

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