giovedì 13 settembre 2012
​Giovanni Maria Del ReUn applauso scrosciante. A ben simboleggiare gli umori diffusi nell’Ue, il Parlamento Europeo riunito in plenaria a Strasburgo ha salutato così il via libera della Corte Costituzionale tedesca all’Esm – proprio nel giorno in cui la Commissione presentava ufficialmente la sua proposta di sorveglianza bancaria a livello Ue, e mentre il suo presidente José Manuel Barroso tracciava lo Stato dell’Unione Europea. «È un buon giorno per l’euro e un buon giorno per l’Europa», ha commentato il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz. E Jean-Claude Juncker, presidente dell’eurogruppo, ha annunciato la convocazione della riunione inaugurali dei governatori dell’Esm (i 17 ministri delle Finanze dell’eurozona) all’eurogruppo formale che si terrà a Lussemburgo l’8 ottobre. Per Juncker l’Esm, insieme al Patto fiscale, rappresenta «un importante passo in avanti verso una più stretta integrazione fiscale ed economica e una più forte governance nell’eurozona». «Adesso – diceva ieri un diplomatico Ue a Bruxelles – è spazzata via l’incertezza giuridica». Qualche dubbio residuo, a dire il vero, rimane sul modo in cui Berlino soddisferà le condizioni della Corte, e infatti si prevede che di questo parleranno i ministri economici e finanziari all’eurogruppo informale, domani a Nicosia, «tanto per essere assolutamente certi che non saltino fuori sorprese» spiega il diplomatico. Alcuni esperti hanno paventato la possibilità che, al limite, la Germania possa chiedere una modifica del trattato che istituisce l’Esm. La cosa appare però, a detta della stragrande parte dei commentatori, del tutto improbabile, basterà, verosimilmente, che il Bundestag approvi un protocollo aggiuntivo.Era lo scenario migliore, non c’è che dire, per la presentazione ufficiale della proposta di sorveglianza bancaria a livello Ue da parte della Commissione. Barroso l’ha definita un «passo importante verso l’unione bancaria», spiegando che creerà «un’architettura rinforzata, con un ruolo chiave per la Bce e un’appropriata articolazione per l’Autority bancaria europea, che ripristinerà la fiducia nella supervisione bancaria nell’eurozona». Barroso ha confermato che nella proposta della Commissione la sorveglianza, gestita dalla Bce, riguarderà «tutte le banche», che sono circa 6.000 nell’eurozona. Il responsabile diretto, il commissario al Mercato Interno Michel Barnier, ha comunque sottolineato che la Bce coopererà strettamente con le autority nazionali di sorveglianza. La Commissione – che conta in un varo al primo gennaio 2013 – prevede un periodo di transizione, inizialmente con la sorveglianza limitata solo grandi banche sistemiche per allargare, dal primo gennaio 2014, a tutti gli istituti.La Bce ieri ha pubblicato un comunicato in cui si dice «compiaciuta» della proposta della Commissione. La strada, però, è ancora difficile, e sulla proposta della Commissione si prevede una intensa discussione all’Ecofin informale di questo fine settimana a Nicosia. «Il focus – ha tuonato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble – deve essere la qualità e l’efficienza del nuovo supervisore. Puramente in termini pratici sembra impossibile che la Bce monitori 6.000 banche». E intanto i Paesi non euro temono di essere messi in posizione svantaggiata. «Abbiamo detto – ha avvertito un portavoce del Tesoro britannico – che l’unione bancaria per l’eurozona deve rispettare anche l’integrità del mercato unico nell’intera Ue». Si apre, intanto, la corsa a chi sarà il presidente della nuova autority. Molte capitali preferirebbero che sia una persona diversa da Mario Draghi, per evitare «confusione di ruoli». Il consenso generale, spiegano a Bruxelles, vuole che sia comunque uno dei sei membri del direttorio della Bce.
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