giovedì 13 settembre 2012
​I giudici di Karlsruhe hanno sottolineato nel dispositivo come l'impegno economico di Berlino debba essere sottoposto a precisi vincoli. Borse fiduciose, scende lo spread.


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Lentezza inesorabile di Giorgio Ferrari

​La decisione che accontenta tutti. Alle 10 e 18 minuti di ieri mattina a Borse aperte il presidente della Corte Costituzionale tedesca, Andreas Vosskuhle, ha letto l’atteso verdetto sul fondo di stabilità finanziaria, davanti a decine di telecamere nella silenziosa aula della sede dell’Alta Corte di Karlsruhe. Con il via libera della corte costituzionale, il presidente della Repubblica tedesca, Joachim Gauck, potrà firmare le leggi di ratifica del fiscal compact e del fondo permanente Esm. Tra le condizioni poste dalla Corte, la Germania dovrà limitare l’esposizione nei confronti del fondo alla sua partecipazione al capitale dell’Esm che ammonta a 190 miliardi di euro. Se l’esposizione della Germania verso l’Esm dovesse aumentare sarà necessaria l’approvazione dei due rami del Parlamento, Bundestag e Bundesrat. Nel corso della lettura il presidente dell’Alta Corte Vosskuhle ha spiegato che i giudici «non  possono decidere sul senso e sulla finalità del pacchetto di salvataggio. Questo resta un compito della politica», quindi da ora in poi sarà il Parlamento tedesco a stabilire le modalità di intervento della Germania nel nuovo sistema anti-crisi messo a punto dalle istituzioni dell’Unione europea.

 La sentenza è stata accolta con un lungo applauso a Strasburgo dove il presidente della commissione europea José Manuel Barroso stava scandendo il discorso sullo stato dell’unione, che fa ben sperare per il futuro dell’eurozona. I media tedeschi hanno parlato di un sì condizionato in realtà, all’infuori del tetto di 190 miliardi che rende già la Germania la principale contributrice del fondo, non sono stati posti altri temuti vincoli che avrebbero potuto bloccare la capacità di manovra dell’Esm e disinnescare il sistema antispread messo a punto dal presidente della Bce, Mario Draghi. Subito dopo la lettura della sentenza il cancelliere, Angela Merkel, a Berlino di fronte al Bundestag, ha salutato con grande soddisfazione la notizia giunta da Karlsruhe: «La Germania ha dato un segnale forte per l’Europa. La sicurezza dei cittadini è importante perciò oggi è una buona giornata per la Germania e per l’Europa». Il cancelliere ha quindi di nuovo teso la mano a Draghi: «La Bce si sta assumendo le sue responsabilità, sono certa che d’ora in poi saranno prese le giuste decisioni per il futuro dell’Europa». In un intervento alla tv pubblica ARD il ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, ha aggiunto che «la posizione del governo tedesco è stata esplicitamente confermata. Eravamo certi che il fondo salva-stati non viola la Costituzione». Poi il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle: «Questa è una decisione intelligente presa nello spirito pro europeo della nostra costituzione».

La conferma che la decisione dei giudici di Karlsruhe è una fondamentale boccata d’ossigeno per tutta l’eurozona è giunta anche dai mercati che hanno reagito positivamente alla lettura del verdetto. La Corte costituzionale tedesca ha, inoltre, respinto il ricorso di urgenza dell’esponente della Csu Peter Gauweiler presentato lo scorso weekend contro la decisione annunciata il 6 settembre dalla Bce di procedere ad acquisti illimitati dei titoli di Stato dei paesi indebitati. I giudici tuttavia si sono riservati di verificare, nell’ambito del procedimento di merito, se la Bce abbia superato le proprie competenze. Ma anche questa operazione messa a punto da Draghi non sembra in pericolo.

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