giovedì 29 ottobre 2009
L'Azienda America torna a crescere dopo un anno, segnalando la probabile fine della peggiore recessione dalla Grande Depressione iniziata nel dicembre 2007. Nel terzo trimestre il pil è cresciuto del 3,5%, l'aumento maggiore degli ultimi due anni, e arriva dopo quattro trimestri consecutivi di contrazione.
  • Draghi cauto sulla ripresa: «Riforme urgenti»
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    L'Azienda America torna a crescere dopo un anno, segnalando la probabile fine della peggiore recessione dalla Grande Depressione iniziata nel dicembre 2007. Nel terzo trimestre il pil è cresciuto del 3,5%, l'aumento maggiore degli ultimi due anni, e arriva dopo quattro trimestri consecutivi di contrazione. Il presidente Barack Obama valuta come incoraggianti i dati del Dipartimento del Commercio: "È ovviamente una buona notizia. La recessione si sta allentando e le misure che abbiamo preso hanno fatto la differenza", spiega, avvertendo comunque come "la strada per una piena ripresa economica sia ancora lunga", soprattutto per rilanciare il mercato del lavoro. L'economia sta migliorando - constata il segretario al Tesoro Timothy Geithner - ma dell'accelerazione del pil non tutti ne beneficiano: "per milioni di americani gli effetti della recessione sono ancora vivi e si fanno sentire".I consumi, la costruzione di case nuove e le spese pubbliche sono state il motore della crescita del pil. Nel terzo trimestre la spesa dei consumatori, che rappresenta il 70% del pil Usa, è salita del 3,4%, facendo segnare l'incremento più forte in oltre due anni. Il rialzo è legato - spiega il Dipartimento del Commercio - al piano di incentivi con la rottamazione di auto, ma anche all'impennata dei beni durevoli che hanno segnato il balzo più forte dal 2001, guadagnando il 22%. Mezzo punto percentuale di crescita del pil è invece imputabile al boom delle costruzioni di case nuove che, alimentate dagli sgravi per l'acquisto della prima casa e ai programmi della Fed, hanno fatto registrare un +23%. Un contributo è arrivato anche dal dollaro debole, che ha favorito le esportazioni rendendole più economiche. "Il dato sul pil è pesantemente sostenuto dalle misure messe in atto. Gli incentivi del tipo prendere o lasciare sono molto efficaci nel breve termine", osserva Christian Menegatti, analista di Roubini Global Economics. La Casa Bianca stima che le misure di stimolo fiscale abbiano contribuito alla crescita trimestrale in una misura compresa fra i 3 e i 4 punti percentuali. "Questo contributo altera la dinamica della recessione e della crescita: in un certo senso si tratta di una ripresa artificiale. Nei prossimi trimestri - spiega Dan Greenhaus, capo economista di Miller Task - il sostegno del governo si esaurirà e l'economia dovrà camminare sulle proprie gambe". Nell'esaminare il dato sull'espansione economica, gli analisti invitano ad attendere prima di stappare lo champagne e festeggiare: a loro avviso bisognerà vedere come l'economia reagirà alla fine degli incentivi e come le autorità metteranno in atto le exit strategy. Il nodo principale da sciogliere è quello del mercato del lavoro. Le richieste di sussidio alla disoccupazione sono scese la scorsa settimana di 1.000 unità a 530.000 unità, facendo scendere ai minimi degli ultimi sette mesi il totale degli americani che li percepiscono, a quota 5,8 milioni. Prevedendo una ripresa debole, gli analisti ritengono che il governo americano potrebbe essere costretto ad assumere nei prossimi mesi iniziative per favorire il mercato del lavoro. Il Congresso sta valutando la possibilità di estendere i sussidi alla disoccupazione fino a un massimo di 99 settimane. "Le piccole e medie imprese - afferma Obama - sono il motore della crescita dell'occupazione negli Usa".
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