martedì 12 agosto 2014
Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi risultano in calo. Il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza. Allarme consumatori e Coldiretti.
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La deflazione è già realtà in dieci grandi città italiane. Sono sei i capoluoghi di regione e quattro i grandi comuni dove i prezzi su base annua rilevati dall'Istat risultano in calo su base tendenziale. In particolare, il costo della vita scende dello 0,4% a Torino, dello 0,3% a Bari e Firenze, dello 0,2% a Roma e Trieste e dello 0,1% a Potenza.Per quanto riguarda i centri con più di 150mila abitanti non capoluoghi di regione, Livorno registra una flessione su base annua dei prezzi dello 0,7% (più ampia di quella rilevata a giugno quando era pari a -0,5%) mentre Verona segna, per la seconda volta consecutiva, un calo tendenziale dello 0,5%. In diminuzione su base annua anche i prezzi a Reggio nell'Emilia e Ravenna (per entrambe -0,1%).Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,1%) è invece la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono Cagliari (+0,8%), Palermo, L'Aquila e Aosta (per tutte +0,6%). A Genova e Milano i prezzi sono fermi rispetto a luglio 2013. Tra i grandi comuni, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,1%). "Siamo in pieno allarme deflazione, e l'economia italiana sta rischiando un vero e proprio infarto", commenta in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi, secondo il quale la deflazione in dieci grandi città "è lo specchio dello stato disastroso in cui versano le famiglie".All'attacco anche Federconsumatori e Adusbef, secondo le quali "i dati diffusi oggi dall'Istat sulla contrazione della spesa delle famiglie nel 2013 non fanno altro che confermare una situazione gravissima, che denunciamo da tempo. Una fortissima contrazione dei consumi dovuti a un potere di acquisto delle famiglie ridotto ai minimi termini e una situazione occupazionale gravissima".Coldiretti segnala che nel settore alimentare il prezzo della frutta fresca è sceso del 10,1% e quello della verdura dell'8,8%. Due famiglie su tre, segnala l'organizzazione degli imprenditori agricoli, hanno tagliato "la qualità o la quantità di almeno uno dei generi alimentari acquistati".Secondo Istat i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona - il cosiddetto carrello della spesa - diminuiscono dello 0,7% su base mensile e dello 0,6% su base annua, facendo registrare il calo tendenziale maggiore dall'agosto 1997. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende allo 0,6% dallo 0,7% di giugno. Al netto dei soli beni energetici l'inflazione si porta a 0,3% da 0,5%. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenzacalano dello 0,3% su base mensile e crescono dello 0,2% su baseannua. Anche a livello di eurozona l'inflazione di luglio ha subito una frenata, stando alla stima preliminare di Eurostat, facendo registrare un +0,4% tendenziale contro le attese di una conferma dello 0,5% del mese precedente.
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