mercoledì 9 ottobre 2013
​Dal sound designer al fashion stylist, dal videomaker al visual artist, dal fashion coordinator al visual merchandiser: nel nostro Paese esiste una nicchia di lavori che va in controtendenza e offre opportunità professionali anche agli stranieri.
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​Emigrare per cercare fortuna in altri lidi? Macché, in Italia sempre più creativi decidono di restare per affermarsi dove sono nati. Anche perché non tutti sanno che oggi, nel nostro Paese, con la cultura e la creatività si trovano addirittura posti di lavoro. E’ quanto emerge da un’analisi del settore industriale della creatività realizzata dallo Ied – Istituto Europeo di Design, l’Istituto internazionale di alta formazione orientata alle professioni della creatività fondata nel 1966 da Francesco Morelli, elaborando dati di Unioncamere ed Eurostat.Scopriamo cosi che nel 2012 il settore dell’industria creativa e culturale ha prodotto in Italia ben 75,5 miliardi di euro, pari al 5,4% del PIL nazionale. Inoltre va sottolineato come da sole le industrie creative hanno generato ben il 9,3% dell’export totale italiano. Un mondo fatto non solo di cinema, musica e libri, ma anche di videomaker, agenzie di comunicazione, fashion o interior designer, visual merchandiser. Insomma, tutta una galassia di nuovi mestieri al passo con i tempi e con le nuove tecnologie che rappresentano il motore per rilanciare il mercato del lavoro. Dal punto di vista dell’occupazione, il settore della produzione creativa ha impiegato circa 1,4 milioni di persone, pari al 5,7% degli occupati del Paese, una percentuale che è addirittura aumentata rispetto al 2007 e che mostra quindi una capacità di tenuta occupazionale del settore, anche in periodi di forte crisi. La maggiore capacità di assorbimento occupazionale viene dalle industrie creative  con il 53,5%, seguite dalle industrie culturali con il 39%. Le arti visive e lo spettacolo dal vivo assorbono soltanto il 6% e il settore del patrimonio artistico solo l’1,5%Inoltre, ad ulteriore conferma che il settore della creatività può rappresentare un motore per lo sviluppo del Paese, vi è il fatto che nel 2010 secondo i dati Istat la perdita di occupati nelle imprese culturali e creative (appena -0,5%) è stata molto inferiore a quella registrata nell’industria e nelle costruzioni (-9% per entrambe). IN EUROPA SIAMO LA SECONDA INDUSTRIA CREATIVA DOPO LA GERMANIAMa non solo. Se diamo uno sguardo oltre i nostri confini scopriamo che la nostra Nazione è leader in Europa in questo settore. Infatti il numero delle imprese italiane operanti nel settore culturale e creativo - circa 178mila - oggi in Europa è inferiore solo a quelle tedesche che si attestano sulla soglia delle 187mila. Ma non è tutto. Tra le 25 regioni europee per numero di occupati in questi settori ce ne sono ben cinque italiane: la Lombardia, al terzo posto, il Lazio al sesto posto, il Veneto al ventesimo posto, il Piemonte e l’Emilia Romagna rispettivamente al ventitreesimo e al ventiquattresimo.

IED: +6% DI ISCRITTI AI CORSI DI MODA, DESIGN E COMUNICAZIONE  VISIVA E MANAGEMENT NEGLI ULTIMI 5 ANNIAnche il settore della formazione creativa sta vivendo un momento favorevole e il nostro saper fare e saper creare ci viene riconosciuto un po’ a tutte le latitudini. Negli ultimi cinque anni il numero di studenti che si sono iscritti ai corsi dello Ied è aumentato del +6%. Inoltre, rispetto a qualche anno fa si è invertita la tendenza che vedeva molti giovani espatriare all’Estero per formarsi e lavorare nel settore della creatività. Anzi succede esattamente il contrario: oggi il 30% degli studenti che si iscrivono allo Ied sono stranieri e questo dato è aumentato di dieci punti percentuali negli ultimi cinque anni.Ed ecco i sei mestieri creativi più richiesti negli ultimi cinque anni:INTERIOR DESIGNERL’Interior Designer si occupa della progettazione in diversi ambiti: primo fra tutti è l’ambito abitativo nel senso tradizionale, includendo spazi abitativi privati e collettivi. Vi sono gli spazi pubblici, dai non-luoghi di transito (aeroporti, porti, stazioni), ai luoghi pubblici di servizi (banche, uffici postali, ospedali, scuole, spazi e allestimenti museali); i luoghi del consumo (negozi, bar, hotel) e infine gli spazi aperti (piazze, cortili e spazi per il gioco). Un insieme complesso di elementi che costruiscono la qualità̀ della relazione tra gli individui e lo spazio che vivono di cui dimensione, arredi, luci, colori, suoni, rappresentano solo alcuni degli elementi che un progetto di interni deve saper modulare e comporre.

FASHION DESIGNEROggi un fashion designer deve conoscere l’intero processo che porta alla traduzione dell’idea in un prodotto moda. Fondamentale è la conoscenza di codici e linguaggi del sistema moda, inteso come insieme di dinamiche economiche, logiche produttive industriali, strategie di marketing e comunicazione.Ci sono poi diverse aree di specializzazione, quali il Fashion Designer (specializzato nella progettazione e realizzazione di collezioni uomo/donna, bambino, maglieria, streetwear & jeanswear); il Textile Designer (specializzato nella ricerca legata ai nuovi materiali e alle tecnologie produttive); Il Product Manager (specializzato nella gestione dei processi di creazione e produzione del prodotto moda); l'Accessories Designer (specializzato nella progettazione di borse, scarpe, piccola pelletteria, ecc).PRODUCT DESIGNER
Il Product Designer si occupa dell’ideazione e della progettazione di prodotti per il sistema industriale. Questa figura professionale possiede il ruolo di veicolatore dell’innovazione sotto tutti i profili: creativo, estetico, sociale e tecnologico. Il suo compito è infatti comprendere e anticipare le esigenze del mercato, mediarle con le intenzioni aziendali e tradurle in un progetto concreto da realizzare su scala industriale. La sua cultura progettuale deve essere trasversale, coprendo aspetti teorici e competenze tecniche più specifiche.GRAPHIC DESIGNERIl Graphic Designer è il professionista in grado di operare sia sugli strumenti e i media tradizionali – dalla grafica editoriale all’identità visuale di aziende ed enti, dal packaging alla identità di brand, dall’annuncio pubblicitario alla progettazione dell’allestimento di una mostra – sia in tutti i modi e con tutti i linguaggi legati ai nuovi media e alle tecnologie digitali: il web in tutte le sue articolazioni, i dispositivi mobili (smartphone, tablet), l’editoria digitale, la motion graphic per video e televisione. La sua cultura progettuale deve essere trasversale, coprendo aspetti teorici e competenze tecniche più specifiche.ART DIRECTOR E COPYWRITERSono professionisti della comunicazione creativa in grado di mettere in connessione il mondo dei consumi con una realtà sociale in fluido divenire. Con una solida preparazione nell’area della comunicazione pubblicitaria, sono capaci di operare creativamente nello scenario contemporaneo. In particolare l’Art Director è il responsabile della strategia creativa a livello visivo mentre il Copywiter è il responsabile della strategia creativa, per la parte scritta di tutte le campagne: stampa, radio, tv e web.
 
Infine ecco i sei mestieri creativi più in voga nei prossimi cinque anni:
DIGITAL MEDIA MANAGERSocial Network, Viral Marketing, Brand Reputation, Gamification, Realtà Aumentata: le continue evoluzioni della comunicazione in Rete modellano ogni giorno un tessuto di canali e informazioni sempre più articolato, ricco di stimolanti opportunità̀ professionali. La capacità di intercettare nuove tendenze, di manipolare nuove tecnologie e di elaborare progetti complessi rappresenta oggi un know-how indispensabile per chiunque voglia orientare la propria ricerca di lavoro – in Italia e all’estero – nel mondo dei Digital Media.INTERACTION DESIGNERL'interaction desiger è un professionista in grado di utilizzare con consapevolezza tutti i mezzi e i linguaggi delle nuove tecnologie multimediali applicate ai diversi ambiti della comunicazione visiva contemporanea (web, app, multiscreen). Il mondo della comunicazione è sempre più proiettato nel sistema della multimedialità, in cui lo sviluppo costante delle tecnologie digitali e, contemporaneamente, la compenetrazione di media diversi richiedono competenze e creatività differenti che l'interaction designer padroneggia.TRANSMEDIA PRODUCERIl transmedia producer è un esperto di storytelling attivo nell’audiovisivo e nei new media in produzioni multiplatform rivolte all’intrattenimento, alla comunicazione e all’informazione. Come autore progetta, scrive e trasforma idee creative in progetti editoriali che contaminano più mezzi di comunicazione simultaneamente. Come producer, sa realizzare il proprio prodotto in formati condivisibili su più piattaforme (cinema, tv, web, mobile, book) e sa promuoverlo su diversi device (app. social network, gaming). Come director, è coordinatore del progetto editoriale e conosce i meccanismi basilari dell’industria cinematografica, televisiva e new media e sa operare per la ricerca di partnership rivolte al finanziamento del proprio progetto, con particolare attenzione verso le produzioni indipendenti e low budget.HOSPITALITY DESIGNER/MANAGERSono professionisti che hanno acquisito gli strumenti e le tecniche di Management necessari a “Disegnare concept, servizi e strategie” nel settore Ospitalità nel suo complesso e sono in grado di  fornire competenze per la costruzione strategica di un Brand  e della sua comunicazione on site e on line, con particolare riferimento ai settori Hôtellerie, Restaurant, Catering.
MANAGER DELL'ARTEL’Arts Manager opera in modo fortemente interdisciplinare nell'ambito della cultura e si candida a essere figura fondamentale nella vita di istituzioni pubbliche e private, con molteplici ambiti di applicazione professionale. E' una figura centrale per la vita delle istituzioni culturali, impegnata nella gestione di progetti artistici, capace di identificare contenuti innovativi, di strutturare un'articolata programmazione di eventi, di pianificare e sviluppare le attività di raccolta fondi e gestione delle risorseMANAGER DEL TERRITORIOE' il professionista capace di rilevare, gestire, rigenerare le qualità ambientali, culturali e imprenditoriali del luogo, definendo strategie di sviluppo a basso impatto di consumo delle risorse, ma ad alto contenuto ambientale ed imprenditoriale. La cultura, il paesaggio, l’arte, saranno strumenti per fare sistema con un tessuto produttivo locale, nell’ottica di innestare uno sviluppo adeguato mediante interventi che richiedono competenze e conoscenze specifiche, raggruppate all’interno di una strategia comune con obiettivi chiari e condivisi.
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