venerdì 8 maggio 2020
Complessivamente saranno mobilitate risorse che potranno superare i 3.000 miliardi di euro
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen - Reuters

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In attesa di conoscere come potrebbero funzionare il Meccanismo di stabilità e il Fondo per la ripresa da 1.000 miliardi di euro – ieri il premier Giuseppe Conte e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno avuto una conversazione telefonica incentrata proprio sulla preparazione del Recovery Fund – o di quale risposta entro tre mesi la Bce darà alla Corte tedesca sulla 'proporzionalità' del QE, l’Europa si è già mossa su più livelli per sostenere l’economia mandata in crisi dal coronavirus. Uno choc dagli effetti dirompenti, tanto che le stime d’impatto della Banca centrale europea sono addirittura più pessimistiche rispetto a quella diffuse mercoledì dalla Commissione.

Va ricordato che alcuni interventi comunitari riguardano solo i 19 Stati dell’area euro: è il caso delle varie misure di espansione monetaria introdotte da Francoforte e dell’allentamento del Patto di Stabilità, che si applica a chi è dentro la moneta unica. Altri interventi riguardano invece l’intera Unione, di cui fanno parte 27 Paesi dopo l’uscita del Regno Unito. Complessivamente saranno mobilitate risorse che potranno superare i 3.000 miliardi di euro.

Liquidità dalla Bce per 1.110 miliardi

Come prima mossa per favorire la circolazione di liquidità, la Banca centrale europea il 12 marzo ha allargato di 120 miliardi di euro il suo piano di acquisti di titoli pubblici e privati, il famoso QE, tramite l’emissione di nuova moneta. Il 18 marzo, con un annuncio a sorpresa, il piano di acquisti per il 2020 è stato rafforzato con un nuovo programma aggiuntivo (Pepp, (Pandemic emergency purchase programme) da 750 miliardi, non interessato dalle obiezioni della Corte costituzionale tedesca. Il programma è stato anche reso più flessibile perché è stato slegato dall’obbligo di acquistare titoli di diversi Stati in proporzione alla loro presenza nel capitale della Bce. Da qui alla fine dell’anno la Bce comprerà 220 miliardi di titoli italiani, tra Btp, obbligazioni private e altri titoli. Il 30 aprile, infine, la Bce lanciato i 'Peltro', nuova serie di operazioni di rifinanziamento a lungo termine di contrasto alla pandemia di coronavirus.

Ammorbidimento sui Non performing loans

Da 4 anni le banche private possono ottenere denaro a tasso zero dalla Bce. Non sempre però possono prestarlo, perché devono rispettare un preciso equilibrio tra il capitale “proprio” di cui dispongono e i prestiti che possono fare: questa regola serve a evitare che una banca rischi troppo e finisca per fallire e dovere essere salvata. Il 12 marzo queste regole patrimoniali sono state allentate per favorire l’aumento del credito. La Bce ha inoltre iniziato ad accettare a garanzia dei suoi finanziamenti titoli più rischiosi rispetto ai suoi standard abituali.

Prestiti a imprese da Bei e Comse per 248 miliardi

La Banca europea per gli investimenti, i cui azionisti sono tutti gli Stati dell’Unione europea, ha proposto la creazione di un fondo da 25 miliardi che servirà a garantire prestiti alle imprese per 200 miliardi di euro. Si aggiungono ai 40 miliardi di euro di prestiti mobilitati dalla Bei a marzo tramite garanzie, linee di credito, acquisti di cartolarizzazioni. La Commissione europea ha poi deciso di mettere a disposi- zione, tramite i programmi Cosme e Innovfin, 1 miliardo di euro del bilancio Ue come garanzia del Fondo europeo per gli investimenti (interno alla Bei). Queste risorse permettono di mobilitare 8 miliardi di euro di finanziamenti del capitale di esercizio di almeno 100mila Pmi europee.


Dagli oltre mille miliardi di liquidità della Bce al fondo Sure per la cassaintegrazione
ecco i principali interventi economici in attesa dei 240 miliardi del Meccanismo di stabilità "leggero" e dei 1.000 miliardi del Fondo per la ripresa

Stop al Patto di stabilità e agli Aiuti di Stato

Il 20 di marzo la Commissione europea ha deciso di applicare, per la prima volta nella sua storia, la “clausola di salvaguardia” prevista dall’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Quella clausola, che si applica solo in casi di crisi economica particolarmente forte, sospende l’applicazione delle regole del Patto di Stabilità. Il governo italiano ha così potuto approvare il pacchetto di stimolo di marzo (25 miliardi) e potrebbe approvare il prossimo (55 miliardi) per complessivi 80 miliardi di spega pubblica aggiuntiva senza temere di andare incontro a una procedura di infrazione. Per quel che riguarda invece gli aiuti di Stato, l’articolo 107 del TFUE prevede che in situazioni economiche particolarmente gravi le norme europee consentono agli Stati membri di erogare aiuti per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia.

Utilizzo immediato dei fondi disponibili

L’Unione, con il Corona virus response investment initiative (CRII), ha deciso di mobilitare le risorse ancora disponibili nel bilancio europeo per dare agli Stati sostegno nella risposta immediata alla crisi del coronavirus. Per l’Italia significa anticipare l’impiego dei 37 miliardi ancora disponibili nell’attuale bilancio 2014/2020 sul Fondo Europeo Sviluppo Regionale (FESR) e Fondo Sociale Europeo (FSE), che le regioni e alcuni ministeri dovranno spendere entro il 2023.

Programma Sure per la disoccupazione

Il 2 aprile la Commissione europea ha lanciato il programma SURE, un fondo europeo da 100 miliardi contro la disoccupazione. Il Fondo, attraverso 25 miliardi di garanzie volontarie degli Stati membri, proporzionate al loro Pil, permetterà di finanziare le 'casse integrazioni' nazionali. Raccoglierà risorse sui mercati emettendo un prototipo di Eurobond (con tripla A, quindi a tassi bassissimi), che darà poi ai Paesi che ne hanno bisogno prestiti con scadenze a lungo termine. Oltre a SURE si potrà utilizzare il FES per il reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratori dipendenti che perderanno il posto, e autonomi, anche in modo diretto.

Aiuti europei alla ricerca

L’Unione Europea tramite il programma Orizzonte 2020 sta sostenendo network di centro di ricerca che sono in prima line per trovare il vaccino e cure efficaci contro il Covid 19 (già stanziati 80 milioni a CureVac, basata a Tubinga, impegnata nello sviluppo e nella produzione di vaccini anti-Coronavirus, 164 milioni per startup innovative che progettino idee innovative per rispondere all’emergenza Covid-19, 137,5 milioni nel quadro dell’invito di emergenza a manifestare interesse per la ricerca e l’innovazione urgenti sul coronavirus). Altri 90 milioni sono stati stanziati per l’iniziativa di innovazione medica con l’industria farmaceutica. Bruxelles ha infine aperto questa settimana le candidature per finanziare fino a 160 milioni di euro in progetti industriali innovativi di difesa comune.

Estensione utilizzo del Fondo di solidarietà

Oltre ai fondi strutturali e agli strumenti di debito la Commissione propone di ampliare l’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà Ue (strumento di sostegno ai Paesi colpiti da calamità naturali) per aiutare gli Stati membri in questa circostanza eccezionale. La misura permetterà agli Stati membri colpiti più duramente di accedere a un sostegno supplementare per un importo che potrà toccare 800 milioni e che potrà essere ampliato.


Il premier Giuseppe Conte e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno avuto il 7 maggio una conversazione telefonica in preparazione del Recovery Fund e sul percorso negoziale relativo al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale

Mes leggero per le spese sanitarie

Tra le misure introdotte anche il cosiddetto Mes 'leggero' da 240 miliardi (vedi articolo in pagina, ndr). In attesa di definire alcune tecnicalità, l’obiettivo è che il Meccanismo di stabilità possa fornire aiuti attraverso una nuova linea di credito (Pandemic credit line) che non avrà condizionalità se verrà usata per affrontare le spese sanitarie, dirette e indirette, legate alla crisi Covid-19. I Paesi possono richiedere fino al 2% del loro Pil, per l’Italia circa 35 miliardi.


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