martedì 6 marzo 2018
"WomeNmporwement" è il progetto editoriale curato da Confcooperative che ha un tasso di occupazione rosa pari al 61%
Le cooperative sono un «ascensore sociale» per le donne

Qando si dice l'unione fa la forza. Le donne lo sanno bene e spesso nei paesi in via di sviluppo ma anche nelle nostre città si mettono in gioco per superare difficoltà e generare nuove opportunità di lavoro e ricchezza. È questo il filo conduttore di «WomeNmporwement», esperienze cooperative raccolte nel progetto editoriale curato da Confcooperative in occasione della festa della donna. Storie che raccontano il valore aggiunto della cooperazione per il raggiungimento della parità di genere in Italia e nel mondo con progetti mirati e diversificati a seconda delle necessità del territorio.

Confcooperative registra un tasso di occupazione femminile che supera il 61% tra gli occupati (528.000) delle sue imprese (19.000), dove la governance femminile si attesta al 26% (il 10% in più rispetto ad altri modelli imprenditoriali).«Nei paesi in via di sviluppo le cooperative sono e saranno sempre più impegnate a trasferire knowhow dei modelli produttivi per innescare sviluppo sul territorio, rendendo protagoniste le donne e gli uomini delle comunità locali. Anche in Italia le cooperative sono uno dei pochissimi ascensori sociali per donne e giovani» dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative.

Per Anna Manca raggiungere l'uguaglianza di genere e favorire l'empowerment di ragazze e donne come previsto da Agenda 2030, «non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un modello di sviluppo di cui tutti potranno beneficiare». «Le donne, specialmente in contesti di povertà, sono quelle che conferiscono la maggior parte della forza lavoro, sono le più affidabili nelle restituzioni dei crediti, sono quelle che possono giocare un ruolo chiave nei processi di inclusione e di integrazione nei territori. Il progetto WomeNpowerment - aggiunge Claudia Fiaschi, vicepresidente Coopermondo Confcooperative - è uno spazio di confronto tra cooperatrici e cooperanti».

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