martedì 10 maggio 2016
COMMENTA E CONDIVIDI
MILANO Pur ammettendo che le informazioni per i risparmiatori dovrebbero essere «più semplici, leggibili e trasparenti», in sostanza però assolve l’organismo da lui presieduto da responsabilità dirette nella vicenda legata ai quattro istituti di credito salvati dal crac con il decreto governativo dello scorso novembre: «I prospetti dei bond subordinati delle banche poste in risoluzione (Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti ndr) sono stati redatti nel rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme e hanno dato massima evidenza a tutti i fattori di rischio connessi alla complessità degli strumenti e alla situazione in cui versavano le banche, specificando anche il pericolo di perdere l’intero capitale investito». Giuseppe Vegas, numero uno della Consob, in occasione della relazione annuale con il mercato finanziario a Palazzo Mezzanotte di Milano, difende l’operato della vigilanza dalla pioggia di critiche piovute in questi mesi. Il presidente dell’Authority di Borsa ricorda che «sono in corso accertamenti in ordine al rispetto delle regole di condotta nel collocamento di questi prodotti alla clientela retail». In altre parole: se dolo c’è stato, la colpa è da attribuire ai venditori, anche perché «le vicende relative alla liquidazione delle quattro banche non mettono in discussione la validità di fondo dei modelli di vigilanza sulla prestazione dei servizi d’investimento ». Non solo, si ricorda come i bond divenuti spazzatura dalla sera alla mattina sia un fenomeno circoscritto: «L’importo in possesso della clientela retail, al 30 giugno 2015, era di 374 milioni di euro, pari all’1,17% del totale dei bond subordinati emessi da banche e detenuti da risparmiatori». Più che sul mancato controllo garantito dalla Consob, dunque, per il presidente bisognerebbe concentrarsi sull’oscurità dei prospetti informativi, spesso indecifrabili. «Si tratta di documenti troppo lunghi e complessi per poter essere letti e pienamente compresi dal risparmiatore». Per raggiungere l’obiettivo di snellire e semplificare le procedure, Vegas annuncia l’avvio di tre consultazioni con il mercato su altrettante raccomandazioni a tutela dei piccoli risparmiatori. La prima mira a «definire e standardizzare i contenuti delle 'avvertenze per l’investitore' allo scopo di offrire informazioni più chiare, sintetiche ed esaustive sui principali fattori di rischi dei prospetti». La seconda riguarda «le informazioni chiave da offrire ai clienti al dettaglio nella distribuzione di prodotti finanziari» e vuole contribuire alla creazione di 'schede prodotto' in grado di «rappresentare in modo chiaro e conciso le caratteristiche principali degli strumenti offerti, i loro rischi, i costi e i rendimenti attesi». Infine, la terza raccomandazione: «La distribuzione degli strumenti finanziari attraverso la quotazione diretta su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione, anziché attraverso il tradizionale collocamento presso gli sportelli per assicurare una distribuzione dei prodotti e una formazione del prezzo più trasparenti». In aggiunta alle iniziative da lanciare a tutela dei risparmiatori, Vegas mette in guardia dai possibili effetti dell’introduzione di un limite al possesso di titoli di Stato da parte delle banche (ipotesi in discussione in ambito europeo), che comporterebbe rischi di «una nuova ondata di turbolenze e instabilità sul mercato dei titoli pubblici». In conclusione della relazione, arriva un giudizio positivo sul fondo Atlante, che oltre a poter risolvere il problema delle sofferenze bancarie, è in grado pure «di impedire interventi opportunistici dei fondi avvoltoio». © RIPRODUZIONE RISERVATA Il presidente della Consob Giuseppe Vegas. (Ansa)
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: