martedì 11 dicembre 2012
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​Confindustria migliora la variazione del Pil per il 2012, prevedendo un calo del 2,1% rispetto al precedente -2,4%. Ma peggiora la stima per il 2013, con una contrazione dell'1,1%, dal precedente -0,6%. E sposta così l'inizio del recupero al quarto trimestre 2013 (+0,2%), dal secondo. Nel 2014 è prevista una "modesta" ripresa: +0,6%.L'Italia è ancora in recessione, "immersa in una profonda contrazione della domanda interna e della produzione". E' quanto afferma il Centro studi di Confindustria nell'ultimo rapporto sugli scenari economici. E "l'orizzonte è ulteriormente offuscato dall'indeterminatezza dell'esito delle prossime scadenze elettorali".La pressione fiscale "rimarrà prossima ai massimi storici e insostenibilmente elevata, specie quella effettiva: 53,9% del Pil nel 2014 tolto il sommerso dal denominatore": così il Centro studi di Confindustria, nell'ultimo rapporto sugli scenari economici.I consumi delle famiglie cedono il 3,2% quest'anno (il 3,6% pro-capite), "il peggior risultato dal dopoguerra". Lo conferma il Centro studi di Confindustria nel rapporto sugli scenari economici, aggiungendo che la caduta proseguirà nel 2013 (-1,4%), in peggioramento rispetto alla precedente stima (-1%). Per una stabilizzazione dei consumi si dovrà attendere il 2014 (+0,3%); "ma per abitante - dice il Csc - arretrano ancora, tornando poco sopra i valori del 1997".Le condizioni del mercato del lavoro italiano "restano preoccupanti". Nel terzo trimestre del 2013 saranno 1,5 milioni le Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) perdute rispetto al picco di fine 2007. Alla metà del 2011 si contano 1,1 milioni di unità in meno. E' la stima del Centro studi di Confindustria.Il tasso di disoccupazione raggiungerà l'11,1% a fine 2012 (10,6% in media d'anno) e salirà al 12,2% a fine 2013 (l'11,8% in media d'anno), contro il 10,7% e il 12,5% rispettivamente attesi nel rapporto di settembre. E' l'ultima stima del Centro studi di Confindustria. Per il 2014 il tasso sarà pari al 12,4% in media d'anno, che arriva al 13,6% se si includono le ore di cig utilizzate.
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