sabato 11 agosto 2018
Avrà inizio il 18 settembre la V edizione del master Life skills. Il corso si svolgerà presso il Politecnico di Milano
Così si diventa esperto in trattamento dati
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Avrà inizio il 18 settembre la V edizione del master Life skills di Cineas, la scuola di formazione manageriale fondata dal Politecnico di Milano nel 1987, focalizzata sul risk management e il loss adjustment. L'obiettivo del master è formare gli esperti delle professioni tecniche su quelle competenze trasversali come emotional intelligence, team working, negotiation e problem solving, diventate imprescindibili per il mercato del lavoro. Quest'anno il master è stato qualificato per la prima volta dal Cersa per la certificazione del Data Protection Officer, in base alla norma Uni 11697:2017, per un totale di 24 crediti formativi.

«In un momento storico in cui le organizzazioni si trovano a dover fronteggiare cambiamenti complessi senza precedenti da un punto di vista di vista culturale, tecnologico e persino normativo, i professionisti di diversi settori si trovano a dover integrare le
competenze specialistiche con un approccio sempre più consulenziale, in cui la relazione con gli stakeholder viene messa in primo piano - sottolinea Cineas in una nota -. Per fronteggiare questo cambiamento sono indispensabili, quindi, un'intelligenza emotiva e una capacità di negoziazione che non possono essere lasciate alla maggiore o minore propensione naturale delle singole persone, soprattutto quando si parla di professioni come quelle tecniche, che per loro natura sono meno orientate all'efficacia della relazione come obiettivo primario».

Il master si colloca in questo ambito, dove non gestire le competenze proprie e dei propri collaboratori viene inteso come un fattore di rischio che può fare la differenza tra un'impresa efficiente e competitiva e una obsoleta. «Per comprendere il proprio ruolo e il proprio contributo all'interno di un'équipe - spiega Mirco Soprani, coordinatore del master Life skills - ciascuna persona deve essere consapevole delle proprie esigenze e del proprio approccio. Frequentando questo master il professionista può non solo diventare egli stesso l'agente del cambiamento all'interno dell'organizzazione, ma decidere in che modo e con quale ruolo aderirvi per il raggiungimento degli obiettivi personali e aziendali».

Il corso si svolgerà presso il Politecnico di Milano secondo il seguente programma: Emotional intelligence 18 e 19 settembre; Team working 2 e 3 ottobre; Negotiation 16 e 17 ottobre; Problem solving 6 e 7 novembre.

Il percorso formativo prevede 64 ore di didattica (suddivise in quattro moduli di due giorni). La modalità didattica di carattere pratico è basata su role play, esercitazioni in sottogruppi e discussione di casi, con il coinvolgimento di docenti di alto profilo. Le classi sono appositamente composte da gruppi eterogenei di allievi, proprio per favorire l'interazione fra individui di diverse provenienze, età ed esperienze e mettere in gioco le attitudini relazionali.

«Inoltre, per far fronte a questo contesto di evoluzione continua e disruptive, le organizzazioni stanno riconsiderando i propri processi decisionali, sempre meno accentrati nella figura del "capo" a favore di un modello operativo dove le singole aree di attività ricevono una sempre maggiore autonomia», avverte Cineas.

«Un cambio di ritmo, questo, che può creare delle resistenze interne - osserva - e che va accompagnato con una formazione specifica dei professionisti, per permettere loro di individuare il proprio modello di carriera, di maturare le competenze per contribuire alla realizzazione di un team coeso e orientato all'obiettivo, e di sviluppare l'abilità di prendere decisioni e risolvere problemi in un contesto complesso».

Secondo una recente ricerca realizzata da Linkedin sulle competenze più richieste dal mercato per il 2018, infatti, non solo troviamo tra le competenze più importanti capacità come quelle di leadership, di comunicazione e negoziazione efficace e capacità di lavorare in squadra; ma addirittura il 57% dei leader internazionali afferma che le soft skill siano più importanti delle competenze cosiddette hard.

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