lunedì 3 febbraio 2014
Continuare a focalizzarsi sulle sole politiche passive non basta. È un sistema troppo oneroso: 5,4 miliardi spesi in cassa integrazione secondo la Cgil dal 2008 a oggi.
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Il Jobs Act di Matteo Renzi ha avuto indubbiamente il merito di riportare sotto i riflettori il tema lavoro. Anche altre forze politiche hanno messo sul tavolo le rispettive proposte e tutto ciò è senza dubbio positivo. "Penso tuttavia - sottolinea Cetti Galante, ad di Intoo (Gi Group) - che nessuno abbia ancora fatto emergere con sufficiente chiarezza la necessità di implementare nel nostro Paese un efficiente sistema di politiche attive finalizzato alla ricollocazione professionale".Continuare a focalizzarsi sulle sole politiche passive infatti non basta: è un sistema troppo oneroso (5,4 miliardi spesi in cassa integrazione secondo la Cgil dal 2008 a oggi) e che non educa la persona a reimpiegarsi attivamente e in modo celere sul mercato del lavoro."Non possiamo che essere favorevoli - continua Cetti Galante - all’iniziativa promossa nelle ultime settimane dal ministro Giovannini, che prevede l’attivazione di un piano straordinario, a fianco delle Regioni, per le politiche attive del lavoro che consente di sviluppare nuovi strumenti per aumentare le opportunità di occupazione e per la ricollocazione dei lavoratori che fruiscono di ammortizzatori".Tra queste una delle leve fondamentali è l’outplacement: l'ad di Intoo è fermamente convinta che i tempi siano maturi per rendere obbligatorio il servizio di outplacement per le aziende che licenziano. Tale strategia, se correttamente gestita tra gli attori pubblici e le società private specializzate, porterebbe, oltre ai benefici per le persone, anche a una sensibile riduzione dei costi per lo Stato: infatti l’effetto primario di un supporto costante e tempestivo nella ricollocazione professionale è quello di accelerare di almeno sei mesi in media i tempi di reinserimento. "Lo conferma - conclude Cetti galante - la mia esperienza quotidiana alla guida di Intoo, la società di Gi Group che si occupa della ricollocazione professionale, che ogni anno segue circa 3mila persone attraverso programmi di continuità professionale individuale o collettiva. Quasi Il 90% delle persone a noi affidate rientrano nel mercato del lavoro in circa 6 mesi, il 30% direttamente a tempo indeterminato (contro una media nazionale del 17%), per la restante parte a tempo determinato o a partita Iva, specie nei casi di persone over 50 tra i quali, soprattutto tra gli ex manager, sono frequenti i casi di sostegno per l’avvio di micro-imprenditorialità".

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