venerdì 21 novembre 2014
Sono 90.200 le nuove imprese nate nel primo semestre 2014, secondo l’indagine realizzata dal Centro studi di Unioncamere. Importante la presenza dei giovani: 37.100, pari al 41% del totale, dei quali poco meno del 20% è in possesso di un titolo di laurea, oltre la metà di un diploma.
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Sono 90.200 le 'vere' nuove imprese nate nel primo semestre 2014, secondo l’indagine realizzata dal Centro studi di Unioncamere presentata oggi in anteprima a Job&Orienta(il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, in fiera a Verona fino a domani), che mappa le nuove iscrizioni al registro delle imprese delle Camere di commercio, a eccezione di quelle derivate da trasformazioni, scorpori, separazioni o filiazioni, ovvero l’avvio di business che sono effettivamente frutto di una nuova attività imprenditoriale. Importante la presenza degli under 35 fra i nuovi capitani (e capitane) d’azienda: 37.100 pari al 41% del totale, dei quali poco meno del 20% è in possesso di un titolo di laurea, oltre la metà di un diploma, più del 10% di una qualifica rilasciata dal sistema regionale di istruzione e formazione professionale, e quasi il 20% della licenza media. Nello specifico il 24% del totale delle nuove imprese nasce da giovani meno che trentenni, mentre un ulteriore 17% da neo imprenditrici e neoimprenditori fra i 30 e i 35 anni.  A livello territoriale, la loro presenza si concentra in due macro aree molto diverse fra loro: al Sud (47%) e nel Nord Ovest (25%). I neoimprenditori - uomini in oltre sette casi su dieci – decidono di aprire un’attività prevalentemente nel settore commerciale (32% dei casi), e nei servizi alle imprese (20%), ricalcando in ciò le scelte dei colleghi più anziani che mostrano analoghe preferenze quanto agli ambiti di mercato.   Si tratta di fatto dei comparti con un minor numero di barriere all’entrata soprattutto per quanto riguarda il capitale iniziale, e infatti anche per ciò che concerne la dotazione in fase di start up, i neoimprenditori sembrano assomigliarsi un po’ tutti: indipendentemente dall’età dispongono di risorse abbastanza contenute, in oltre la metà dei casi inferiore ai 5mila euro.  Infine, le imprese 'giovani' e quelle fondate da imprenditori 'più maturi', non presentano differenze di rilievo neppure per quanto riguarda l’aspetto dimensionale: nascono quasi tutte piccole (87% le ditte individuali degli under 35 e 80% quelle degli over 35), e in circa il 90% dei casi hanno in organico un massimo di 2 dipendenti (come l’87% delle altre classi). Guardando alle motivazioni che hanno spinto i giovani ad aprire nuove imprese, la prima - per il 53% dei casi - sta nella volontà di far fruttare le proprie capacità, a partire dalla conoscenza del mercato: il desiderio è quello di valorizzare le proprie competenze ed esperienze professionali pregresse, alla ricerca del successo professionale ed economico. In sostanza, questi giovani accettano il rischio d’impresa ma non lo fanno 'saltando nel vuoto': sanno come va il mondo, cosa muove l’economia, e ritengono di poter apportare il proprio contributo mettendosi in gioco con nuove idee e progettualità innovative di processo e prodotto. La difficoltà nel trovare un primo (o un nuovo) sbocco lavorativo, oppure un lavoro dipendente e stabile, stanno invece alla base della scelta verso l’autoimpiego effettuata dal 34% circa degli under 35 che decidono di diventare imprenditori."In una fase in cui trovare un lavoro dipendente è difficile - commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - il mettersi in proprio rappresenta sempre più una alternativa seria per tanti giovani che hanno competenze e idee innovative. Lo sanno bene gli 87 Sportelli per l’imprenditorialità giovanile delle Camere di commercio italiane che, da maggio a oggi, hanno accolto le richieste e fornito informazioni e assistenza ad oltre 5.300 ragazzi. Occorre però che questo orientamento all’impresa parta dai banchi di scuola, per far capire ai giovani le opportunità offerte dal mettersi in proprio e per orientarli all’innovazione e alle nuove tecnologie. Una sensibilità che nei ragazzi comunque sta crescendo, come ci dimostra l’esperienza di un progetto, condotto dal sistema camerale insieme a Google, che a inizio anno ha portato alla creazione di due start up digitali da parte di 2 dei 20 giovani formati per affiancare le imprese dei distretti nei loro percorsi di digitalizzazione». Tra i tanti giovani imprenditori che raccontano le proprie storie in questa 24a edizione di Job&Orienta (presso lo stand di Unioncamere) c’è Francesca Iseppato: aveva 34 anni quando lo scorso anno ha fondato la biscotteria Le Furezze a Bovolone, (Verona), dopo cinque anni di esperienza di studio e lavoro all'estero. Si tratta del primo coworking nel settore alimentare in Veneto, dove Francesca, produce appunto 'furezze' (dal dialetto veneto sfureso, 'ghiottonerie'): biscotti realizzati con ricette equilibrate e ingredienti genuini privilegiando gli ingredienti del territorio e il biologico. Il packaging è completamente ecocompatibile e viene realizzato in collaborazione con una onlus di Bussolengo (sempre nel Veronese) che inserisce al lavoro ragazzi con difficoltà lievi.Ha 24 anni e sta ancora studiando (ingegneria gestionale a Padova), ma ha già co-fondato un’azienda: lui si chiama Riccardo Bertagnoli e la start up è la Plumake di Grezzana (Verona), attiva nel settore dell’artigianato digitale e tecnologie per le imprese, composta da tredici soci (tutti under 35) che assieme ad altri otto imprenditori hanno creduto in questo business. Plumake srl, nata nel dicembre 2013, ha la propria sede nel Verona Fablab, sempre a Grezzana: un’officina-laboratorio (dall’inglese fabrication laboratory), a disposizione di makers (i cosiddetti “artigiani digitali”), aziende e imprenditori, ma anche privati e scuole, in pratica di chiunque voglia dare forma concreta a proprie idee e progettualità, adottando la filosofia della sharing economy. Proprio da Plumake è nata l’dea di far nascere questo spazio, diventato realtà nel maggio 2014 - grazie alla collaborazione e alle sinergie sviluppate con altre realtà del territorio – all’interno di un capannone in disuso precedentemente occupato da un’azienda ora fallita. Ẻ un giovane maker anche Andrea Saiani, di Rovereto (Trento), classe 1983 - una laurea in Economia e marketing, alla Facoltà di Economia di Bologna e un master Iulm in Gestione e sviluppo delle pmi -, ha 'mollato tutto' (era sales manager) per diventare imprenditore: oggi è ceo and co-founder di Witted srl Technology&Design, innovativa realtà di R&S attiva nell'implementazione di un sistema di gestione integrata dei rifiuti in ambito domestico, che ha investito nel greentech e nello sviluppo delle reti di impresa: attualmente in fase di brevettazione il cestino compattatore multimateriale.La crescente attenzione riservata alle nuove tecnologie dagli under 35 che scelgono di aprire un’impresa, riguarda anche  la comunicazione, versante sul quale sono i giovani imprenditori laureati a distinguersi, dimostrando l’orientamento innovativo più spiccato nell’approcciarsi al web: per esempio sono loro i più presenti sui social (il 61% utilizza Facebook, il 52% Linkedin, il 34% Instagram e il 32% Pinterest). Dimostrano inoltre una maggiore propensione a fornire servizi on line (come i preventivi) rispetto ai colleghi dottori 'più maturi', e in quasi la metà dei casi è pronto ad avviare forme di e-commerce o l’ha già fatto. Proprio la familiarità e la dimestichezza con la rete sposta già oggi on line la metà del loro business per oltre un terzo dei neoimprenditori: per più di tre su quattro imprenditori giovani e laureati la digitalizzazione impatterà in misura crescente sul prosieguo della propria iniziativa. A testimoniare l’importanza della presenza sul web per le aziende, il ruolo crescente che stanno ritagliandosi sul mercato i cosiddetti digitalizzatori. A Job i giovani laureati, tutti under 28, del progetto Unioncamere/Google Made in Italy: eccellenze in digitale, ospitati per sei mesi nelle Camere di commercio d’Italia  - le quali  individuano i settori prioritari di intervento nei vari territori -, per svolgere attività di sensibilizzazione e supporto alle imprese. Nello specifico, aiuteranno le aziende a sviluppare da zero o a potenziare la propria presenza online, dall’attivazione ex novo di siti internet a campagne di web e digital marketing. L’obiettivo è far conoscere in tutto il mondo le eccellenze produttive del made in Italy  - soprattutto nell’agroalimentare -, attraverso vetrine online e più in genere sfruttando tutte le opportunità offerte da internet, puntando ad allargare il mercato oltre i confini nazionali. Con più di 100 giovani a oggi coinvolti in 51 Camere di commercio, il progetto, assolutamente gratuito per le imprese, continuerà anche il prossimo anno estendendo il proprio raggio ad altri settori di attività. 
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