venerdì 4 giugno 2010
Il timore di un default ungherese deprime le piazze del Vecchio Continente, che chiudono tutte in forte calo. Non aiutano i deludenti dati sull'occupazione in Usa. L'Ftse100 di Londra perde l'1,63% a 5.126,00 punti, il Cac40 di Parigi scivola del 2,86% a 3.455,61 punti, il Dax di Francoforte cala dell'1,91% a 5.938,88 punti, l'Ftse Mib di Piazza Affari cede il 3,79% a 18.734,73 punti. Male anche l'Ibex di Madrid, che arretra del 3,8% a 8.923,4 punti. Atene crolla del 5,56% a 709,20 punti e Budapest scende del 3,34% a 21.288,93 punti.
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Il timore di un default ungherese deprime le Borse europee, che chiudono tutte in forte calo. Nonaiutano i deludenti dati sull'occupazione in Usa. L'Ftse100 di Londra perde l'1,63% a 5.126,00 punti, il Cac40 di Parigi scivola del 2,86% a 3.455,61 punti, il Dax di Francoforte cala dell'1,91% a 5.938,88 punti, l'Ftse Mib di Piazza Affari cede il 3,79% a 18.734,73 punti. Male anche l'Ibex di Madrid, che arretra del 3,8% a 8.923,4 punti. Atene crolla del 5,56% a 709,20 punti e Budapest scende del 3,34% a 21.288,93 punti. Diversi fattori hanno influenzato negativamente il mercato, con Milano tra le peggiori Borse d'Europa a causa del crollo del comparto bancario, che ha forte peso sugli indici. Piazza Affari, positiva in apertura, nel primo pomeriggio ha virato in forte ribasso in scia alla diffusione di rumors su perdite dai derivati per la banca francese Societe Generale.Si sono poi aggiunti il calo di Wall Street, su dati poco esaltanti relativi al mercato del lavoro a maggio, e i timori di un default dell'Ungheria, dopo l'allarme lanciato dal governo locale.Scivolone per i finanziari, con Intesa Sanpaolo e Unicredit in rosso di oltre il 5%; sul paniere principale si salva solo Stm, positiva grazie alle buone raccomandazioni incassate dagli analisti. Per il resto, male energetici, industriali e telecomunicazioni, con cali quasi sempre superiori ai due punti percentuali; giù il lusso, gli editoriali, i cementi e le costruzioni. In crescita gli scambi, pari a poco più di quattro miliardi di controvalore.
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