martedì 30 novembre 2010
Il premio di rendimento che i Btp decennali italiani pagano rispetto ai bund tedeschi è volato fino a 210 punti base, segnando un nuovo massimo da quando c'è l'euro. Borse europee contrastate, mentre si conferma la debolezza di Milano e Madrid. Il sottosegretario Letta preoccupato. Trichet: nessun rischio per la zona euro.
- Zona euro: inflazione a 1,9%, ma sale la disoccupazione
COMMENTA E CONDIVIDI
Il premio di rendimento che i Btp decennali italiani pagano rispetto ai bund tedeschi è volato fino a 210 punti base, segnando un nuovo massimo da quando esiste l'euro. L'euro scende sotto la soglia degli 1,30 dollari. A metà mattinata la divisa unica è scesa a 1,2999 dollari, sui minimi di due mesi. Mentre le Borse europee sono contrastate: confermata la debolezza di Milano e Madrid.Il differenziale di rendimento tra Btp decennali e Bund tedeschi vola martedì mattina a 210 punti base, nuovo livello massimo dalla nascita dell'euro. Ne ha parlato il premier Silvio Berlusconi in Consiglio dei ministri come riferisce il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, lasciando Palazzo Chigi. Berlusconi ha detto però ai ministri che «lo spread dei titoli spagnoli è intorno ai 400 punti base». In realtà il differenziale di rendimento tra titoli di Stato decennali spagnoli e bund tedeschi è salito fino a 311 punti base, nuovo massimo storico dall'introduzione dell'euro. Il differenziale di rendimento tra Btp decennali italiani e Bund tedeschi vola invece a 210 punti base, anche questo il livello massimo dalla nascita dell'euro. Nonostante il confronto con la Spagna fatto dal premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha espresso una «forte preoccupazione» per la situazione dei mercati. «Questa - ha detto Letta - è una giornata impegnativa per le turbolenze sui mercati», turbolenze «più forte dell'Aids e che meriterebbero un vaccino anche loro. Che dai mercati possa arrivare un affondo sull'euro cercando di coinvolgere nel contagio Irlanda paesi più solidi come Spagna e Portogallo e forse anche l'Italia è una preoccupazione forte». Letta, rivolgendosi ai ricercatori presenti in sala, ha detto inoltre: «Spero di uscire immune dal contagio del rischio Irlanda per recarmi al Tesoro e dire che se l'Italia uscirà immune da questo rischio potremo garantire a voi un avvenire migliore e meno stentato». TRICHET, NESSUN RISCHIO PER STABILITA' EUROZONA«Non c'è nessun rischio per la stabilità finanziaria della zona Euro»: la rassicurazione arriva dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che davanti al Parlamento europeo ha spiegato anche come sia l'Irlanda sia la Grecia siano «solventi». «In questo momento c'è un problema, ma non è grave», ha assicurato Trichet, sottolineando come «i mercati stiano sottovalutando la determinazione dei governi della zona euro nello stabilizzare i propri bilanci pubblici. Questa sottovalutazione - ha rimarcato il presidente della Bce - è palese. E non è la prima volta che i mercati hanno difficoltà a comprendere i meccanismi di decisione dell'Unione europea».«ITALIA A RISCHIO CONTAGIO PER INCERTEZZA POLITICA» I conti pubblici dell'Italia sono migliori che in altri Paesi, le banche sono solide e il debito privato è basso. Ma «le speculazioni dei mercati e le incertezze politiche sul futuro della coalizione al governo di Silvio Berlusconi stanno aumentando i timori di contagio». Lo scrive il Financial Times, in una corrispondenza che raccoglie i commenti di diversi economisti dopo il balzo di mezzo punto percentuale del costo di finanziamento del debito italiano riscontrato ieri. «Il rapporto debito/Pil dell'Italia - ricorda il Ft - è il più alto dell'area euro dopo la Grecia. Ma l'economia dovrebbe crescere dell'1% quest'anno e il deficit ridursi al livello più gestibile del 5% del Pil». Numeri impegnativi, ma che visti in termini relativi allontanano l'Italia dai Pigs. Il punto debole italiano, tuttavia, è la stabilità politica secondo il quotidiano della City: per l'Italia «i timori sono in aumento, aggravati dall'incertezza sulla stabilità politica» in vista delle mozioni di fiducia (al Senato) e sfiducia (alla Camera) del 14 dicembre. E Franklin Allen, professore di finanza alla University of Pennsylvania sentito dal Ft, ragiona: «Se il costo del debito italiano dovesse salire di uno o due punti percentuali, la crisi entrerebbe in una fase nuova e più grave».
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: