mercoledì 22 febbraio 2012
​«Il tono di ieri, del presidente Marcegaglia forse è stato un pò esagerato, un passo falso. Ma l'art. 18 è al secondo posto tra i motivi di non investimento. Dobbiamo eliminare gli effetti negativi di questa norma che è un grande freno alle assunzioni giovanili». Così il vicepresidente di Confindustria.
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​«Il tono di ieri, del presidente Marcegaglia forse è stato un pò esagerato, un passo falso. Ma l'art. 18 è al secondo posto tra i motivi di non investimento. Dobbiamo eliminare gli effetti negativi di questa norma che è un grande freno alle assunzioni giovanili». Così il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, in corsa per la candidatura alla guida dell'associazione di viale dell'Astronomia, commenta le parole, dure, di ieri del presidente Marcegaglia sull'art. 18 che hanno scatenato le ire dei sindacati.«Quando Camusso dice che la l'art. 18 è una questione di civiltà dice che gli altri Paesi che non hanno l'art. 18 sono incivili. Per questo serve approfondire», prosegue nel corso della trasmissione Otto e mezzo, proponendo di adottare le norme in vigore in Germania e in Spagna «dove c'è una certa libertà di uscita stabilendo un elenco di ragioni su cui si può licenziare». Per Bombassei, dunque, «bisogna eliminare gli effetti negativi dell'articolo 18» anche se la norma che disciplina i licenziamenti senza giusta causa "non ha mai ostacolato la mia azienda», prosegue. «L'articolo 18 però è un grande freno all'assunzione giovanile ed è questo l'elemento negativo perché è vero che i numeri sui licenziamenti senza giusta causa sono abbastanza piccoli, ma è questo l'elemento psicologicamente negativo più grande», aggiunge ribadendo che «senza investimenti non si potrà dare nessuna risposta ai giovani».
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