mercoledì 30 marzo 2016
Una buona notizia per famiglie e imprese. Scattano robusti ribassi con consistenti risparmi. Soddisfatti consumatori e Coldiretti. Tanti problemi invece sul fronte della distribuzione idrica
Bollette: ribasso per luce e gas. Non per l'acqua
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Una buona notizia per famiglie e imprese. Scattano robusti ribassi per le bollette di elettricità e gas. Secondo quanto stabilito dall'Autorità per l'Energia, nell'abituale decisione trimestrale, dal primo aprile il ribasso per la luce sarà del 5%, mentre per il gas ci sarà una diminuzione del 9,8%, solo in parte attesa per la stagionalità estiva. Si tratta di risparmi complessivi nei 12 mesi dell'anno scorrevole (il trimestre in questione e i tre precedenti) di 67 euro per una famiglia tipo. Soodisfatte le associazioni dei consumatori. Per il Codacons "si tratta di maxi-ribassi che comporteranno risparmi per le famiglie, ma che potrebbero essere addirittura più pesanti se si arrivasse in Italia ad un taglio della tassazione sulle bollette energetiche. Il nostro paese, infatti, detiene il record europeo per le tasse sull'energia: la pressione fiscale incide sulle bollette per il 37% (luce) e per il 34% (gas). Situazione ben diversa in Europa, dove la tassazione media è del 32% sull'elettricità e del 23% sul gas". A giudizio dell'Unione nazionali consumatori, inoltre, si tratta della "dimostrazione che i prezzi di riferimento del mercato tutelato funzionano e che la sua abolizione, prevista nel ddl concorrenza per il 1° gennaio 2018, è solo un regalo alle compagnie ed un sopruso nei confronti delle famiglie". Ecco perché l'Unc chiede che nel ddl concorrenza sia rivista la data del 1° gennaio 2018 e, comunque, "sia prevista un'asta competitiva internazionale per assegnare i lotti di clienti che rimarranno nel mercato tutelato invece di essere assegnati al previsto servizio di salvaguardia, che salvaguarda solo i guadagni e gli interessi delle imprese". Secondo la Coldiretti "la riduzione delle tariffe energetiche è importante per le famiglie, ma anche per le aziende. Il contenimento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto positivo perché - sottolinea la Coldiretti - aumenta il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma riduce anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l'agroalimentare. Il costo dell'energia nel settore agricolo si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda le attività agricole, ma anche la trasformazione, la conservazione degli alimenti". Invece l'acqua del rubinetto è sempre più cara. Sale il prezzo dell'oro blu, che nel 2015 ha segnato un rialzo del 5,9% sul 2014 e del +61,4% rispetto al 2007. La bolletta media per famiglia è stata di 376 euro (355 nel 2014) per il servizio idrico integrato (acquedotto, depurazione e fognatura). Le regioni del centro Italia hanno le tariffe più alte e la Toscana indossa la maglia nera con nove città capoluogo su dieci nei primi posti in classifica. È la fotografia scattata dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva in una indagine, giunta alla undicesima edizione, sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel 2015. Le tariffe più salate riguardano il centro Italia con 511 euro annuali e il maggior incremento rispetto al 2014 (468 euro, +9,2%); seguono Settentrione (+5,1%) e Meridione (+3,2%). Al top della classifica la Toscana con una spesa media annua di 590 euro (+12,2% sul 2014); Grosseto e Siena hanno le bollette più alte in assoluto per una spesa annua di 663 euro (+18,1% sul 2014 e +101,5% rispetto al 2007). Seguono Livorno (628 euro), Pisa (621 euro) e Carrara (609 euro). Isernia si conferma la città meno cara (117 euro, erano 120 nel 2014) seguita da Milano con 140 euro (+3%). Dopo la Toscana ci sono Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia. Guardando ai singoli servizi, la tariffa più alta per quello di acquedotto è a Pesaro e Urbino (371 euro) con una spesa che secondo l'Osservatorio è di oltre 37 volte superiore a quella di Aosta (10 euro). Depurazione e fognatura costano di più a Carrara (294 euro), circa 7 volte più di Imperia (40 euro). La quota fissa più elevata è a Gorizia (108 euro), 29 volte superiore a quella di Milano (3,70 euro). Cittadinanzattiva ricorda che sono già due le condanne della Corte di Giustizia europea all'Italia per inadempienze sul sistema delle reti fognarie e trattamento delle acque reflue e nel 2014 è stata avviata una nuova procedura di infrazione. L'Antitrust ha poi sanzionato quattro società che gestiscono il servizio idrico - Abbanoa (Sardegna), Acea Ato2 (Lazio centrale e Roma), Gori (Campania), Citl (provincia di Caserta) - per pratiche commerciali scorrette.
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