mercoledì 3 gennaio 2018
Più della metà delle vetture sulle nostre strade sono almeno Euro 4, cioè immatricolate dopo il 2006. Superiore ai 13 anni invece l'età media dei mezzi commerciali, un allarme per la sicurezza
Parco circolante: l'auto ringiovanisce, i camion meno

Nel tempo delle emissioni zero, della guida assistita, della guida autonoma e della tecnologia al limite della fantascienza, come sta effettivamente il nostro parco circolante? Diciamo che il peggio è passato. O quasi. In Italia, più della metà del parco circolante di autovetture, è di categoria Euro 4 o superiore, cioè costituito da auto immatricolate dopo il 2006 e che dispongono dei più recenti dispositivi atti a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti e nocive.

Secondo un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec su dati Aci, le auto Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 rappresentano, infatti, il 58,5% del totale del parco circolante. Si tratta di un dato incoraggiante considerato che, nel 2011, la quota di tali vetture era pari al 42,1% del totale. Ciò vuol dire che negli ultimi cinque anni l’incidenza delle auto di categoria Euro 4 o superiore sul totale del parco circolante è cresciuta di ben 15,6 punti percentuali.

A fronte dell’aumento della quota complessiva delle auto di categoria Euro 4 o superiore, si è registrata ovviamente una diminuzione della quota di auto fino alla categoria Euro 3 compresa. La quota di queste vetture, che hanno più di 11 anni di età e quindi possiedono livelli di inquinamento (e di sicurezza) molto lontani dai modelli di più recente produzione, è diminuita passando dal 57% del totale del 2011 al 41,5% del totale del 2016. In particolare, vi è stata una diminuzione più consistente della quota di vetture Euro 2 ed Euro 3 rispetto alle auto appartenenti alle categorie Euro 0 ed Euro 1. Ciò significa che vi è ancora la necessità di rinnovare il parco circolante delle auto di più vecchia concezione.

Sulle nostre strade, tuttavia, non circolano solo vetture. Logico, quindi, domandarsi come siamo messi con i cosiddetti mezzi di lavoro perché, in teoria, più se ne vendono e più il nostro livello sociale dovrebbe andar bene. L’economia, non è un mistero, gira intorno agli alimentari, al mattone e ai mezzi di trasporto; e se girano i veicoli commerciali medi (furgoni) e pesanti (camion), allora significa che l’economia sta girando bene. O, almeno, questa è la sensazione (e la speranza). Qual è l’età media dei veicoli commerciali medi e pesanti circolanti? Secondo un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Acea, in Italia è di 13,2 anni. Si tratta di un dato nettamente superiore a quello medio registrato nell’intera Unione Europea, che è di 11,7 anni. E si sa che, più i mezzi sono vecchi, meno sicurezza viaggia sulle nostre strade. Tuttavia, c’è una bella notizia: l’aumento delle immatricolazioni di veicoli commerciali può accelerare il processo di ricambio del parco circolante, togliendo dalla strada i mezzi più vecchi, più inquinanti e meno sicuri.

In ogni caso già oggi è possibile per le aziende di trasporto ottenere una gestione più efficiente, più sicura e meno inquinante dei mezzi della loro flotta. Proprio con queste finalità Continental (che produce pneumatici senza i quali nessun mezzo si muove) ha sviluppato il programma Conti360° Fleet Services, che raggruppa un insieme di prodotti e servizi su misura per le flotte di veicoli pesanti. Di Conti360° fa parte, ad esempio, un sistema di reportistica che consente di avere sempre sotto controllo i costi di gestione, il Fleet Management Report di Conti360°, e anche componenti tecnologici come il ContiPressureCheck, un dispositivo in grado di monitorare pressione e temperatura in esercizio di ogni singolo pneumatico fornendo al conducente informazioni in tempo reale. Questo strumento, unito all’ottima qualità di pneumatici appositamente progettati per il trasporto di merci e persone, contribuisce in modo essenziale ad elevare gli standard di sicurezza della flotta.


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