giovedì 9 novembre 2017
Nel suo bollettino la Banca centrale conferma le misure di politica monetaria sino alla fine di settembre, "e oltre se sarà necessario"
La crescita economica si rafforza, ma il Quantitave easing resta per un altro anno

La crescita nell'eurozona prosegue "solida e generalizzata" e il clima di fiducia registrato potrebbe portare a "ulteriori sviluppi inattesi" in positivo. La Bce conferma l'andamento positivo dell'economia del vecchio continente. "Nell'area dell'euro - scrive la Banca centrale nel bollettino economico - prosegue l'espansione solida e generalizzata dell'attività economica. I dati più recenti e i risultati delle ultime indagini congiunturali indicano una perdurante dinamica espansiva nella seconda metà dell'anno". Secondo il bollettino "la ripresa degli investimenti delle imprese continua a essere sostenuta da condizioni di finanziamento molto favorevoli e da miglioramenti nella redditività delle imprese. Si sono rafforzati anche gli investimenti nel settore delle costruzioni". Inoltre, precisa ancora la Bce, "i rischi per le prospettive di crescita nell'area dell'euro rimangono sostanzialmente bilanciati. Da un lato, il forte slancio congiunturale, evidenziato dalla recente evoluzione degli indicatori del clima di fiducia, potrebbe dar luogo a ulteriori sviluppi inattesi per la crescita; dall'altro, i rischi al ribasso rimangono principalmente riconducibili a fattori di carattere internazionale e agli andamenti nei mercati valutari".

Le misure di politica monetaria ultra accomodanti, come il Qe o i tassi ai minimi, "sono tuttora necessarie per un ritorno durevole dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento" precisa la Bce che al termine dell'ultima riunione il consiglio direttivo ha concluso che "è tuttora necessario un ampio grado di stimolo monetario per consentire l'accumularsi graduale di spinte inflazionistiche e sostenere la dinamica dell'inflazione complessiva nel medio periodo". Infatti, sottolinea il bollettino, "la ricalibrazione degli acquisti di attività riflette la crescente fiducia nella graduale convergenza dell'inflazione" verso l'obiettivo, ma le spinte interne sui prezzi sono ancora complessivamente tenui, e "le prospettive economiche e il profilo dell'inflazione continuano a dipendere dal perdurante sostegno offerto dalla politica monetaria". L'inflazione di fondo, al netto di beni volatili come gli alimentari e gli energetici, "dovrebbe continuare ad aumentare gradualmente nel medio periodo", anche se "è probabile che l'inflazione complessiva registri un calo temporaneo verso il volgere dell'anno, soprattutto di riflesso agli effetti base dei prezzi dell'energia". Ecco perché per il momento si proseguirà con il Quantitative easing: "Da gennaio 2018 gli acquisti netti di attività dovrebbero proseguire a un ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione". Fino a dicembre gli acquisti andranno avanti a un ritmo di 60 miliardi di euro al mese.

Cos'è il Qantitative easing della Bce. Il piano di Qe, approvato nel gennaio del 2015 e rivisto nel marzo e poi ancora nel dicembre del 2016, è un programma di allentamento quantitativo, cioè è una delle modalità con cui la banca centrale immette liquidità nel sistema finanziario. In pratica, la Bce crea moneta a debito e lo fa attraverso iniezioni di liquidità, con operazioni di mercato aperto, tramite l’acquisto di titoli di Stato e di altre obbligazioni. Il programma ha come obiettivo far ripartire il credito delle banche all’economia reale e contrastare i rischi di deflazione, riportando il tasso di inflazione verso il target del 2%.

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