sabato 4 ottobre 2014
Prevista l'uscita incentivata «ma obbligatoria» di almeno 600 dipendenti al raggiungimento dei requisiti pensionistici e risparmi strutturali di oltre 50 milioni annui a regime.
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È stato raggiunto l'accordo tra il Gruppo Banca Carige e le organizzazioni sindacali che prevede l'uscita incentivata "ma obbligatoria" di almeno 600 dipendenti al raggiungimento dei requisiti pensionistici e risparmi strutturali di oltre 50 milioni annui a regime. Nell'accordo, prevista anche una "radicale revisione della struttura retributiva e della normativa aziendale" e circa 150 nuove assunzioni entro il 2018.Per la banca si tratta di "un'altra importante tappa verso la realizzazione degli obiettivi strategici previsti dal piano industriale 2014-18". L'uscita dei 600 dipendenti è prevista entro il 2018, con un risparmio stimato di 38 milioni annui.Ulteriori risparmi ricorrenti sul costo del lavoro, per almeno 12 milioni, "discendono dalla profonda revisione della struttura retributiva del personale: scompaiono istituti desueti come il premio di anzianità e il riconoscimento delle prestazioni eccedenti per i quadri direttivi; è previsto il forte contenimento degli straordinari e l'esaurimento dei residui di ferie e di ogni forma di permesso". Nel dettaglio, il testo dell'accordo prevede "un premio aziendale completamente rivisitato, con oneri pari a circa un terzo dei precedenti, riconducendolo alla media del sistema bancario".Al personale è stato riconosciuto, proprio per gli obiettivi che si pone il piano industriale, un importo medio una tantum di 1.500 euro annui, esclusi i dirigenti, per il triennio 2014/2016. È previsto anche il maggior utilizzo del part-time come strumento sia di contenimento degli esuberi, sia di miglior conciliazione tra la vita personale e le esigenze produttive.
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