sabato 21 ottobre 2017
Il Ministero dei Trasporti autorizzerà la sperimentazione su strade pubbliche: ancora da fissare però le modalità e le responsabilità penali. Ecco intanto cosa avviene negli altri Paesi
Guida autonoma: via libera ai test anche in italia
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Anche l'Italia autorizzerà la sperimentazione delle auto robot, ovvero dei veicoli a guida autonoma, sulle strade pubbliche. A confermarlo - spiega il sito de L’Automobile, la rivista dell’Aci – è stato Mario Nobile, capo della Direzione generale per i sistemi informativi e statistici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, illustrando lo schema di decreto "Smart road" all’interno della Conferenza internazionale sulla guida connessa ed automatica organizzata da Anas in collaborazione con la World Road Association. Il decreto del governo, in lavorazione da alcuni mesi, include un capitolo sulla guida autonoma. Il dispositivo del ministero serve a dare attuazione al processo di trasformazione digitale delle strade italiane, creando infrastrutture tecnologicamente avanzate che migliorano la sostenibilità e la sicurezza della rete viaria.

È la sezione seconda del decreto a trattare di "sperimentazione dei veicoli a guida automatica", ovvero "veicoli dotati di tecnologie capaci di attuare comportamenti di guida senza l'intervento attivo del guidatore, in determinati ambiti stradali e condizioni esterne". I test saranno aperti a vari soggetti - dalle case automobilistiche alle Università - e si potranno condurre sia sulle autostrade che in città, ovviamente dopo aver ottenuto l'autorizzazione del ministero delle Infrastrutture e il via libera dei gestori delle strade. Per ora i test delle vetture “driverless” riguarderanno solo veicoli che hanno comunque un conducente a bordo in grado di intervenire in caso di emergenza. Non si tratta dunque della guida autonoma di livello 4 e 5, in cui il veicolo è a tutti gli effetti robotizzato. Il governo Gentiloni preferisce prima chiarire alcuni aspetti, come la responsabilità penale, ancora non del tutto approfonditi. Un atteggiamento prudente che però rischia di perpetuare il ritardo accumulato dall’Italia rispetto ad altri Paesi dove la guida autonoma si sperimenta da anni: negli Usa, Google ha iniziato i suoi test nel 2010. Così se in Italia si va avanti adagio in altri paesi si procede spediti. A Madrid, Indra - una delle principali società globali di consulenza e tecnologia - ha iniziato in queste settimane lo sviluppo del progetto Autocits, che testerà la guida autonoma nell’area metropolitana della capitale spagnola, nonché a Lisbona e Parigi, le tre città più grandi del cosiddetto “Corridoio Atlantico”, formato dalle strade considerate prioritarie per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto europee. Oltre a questo sviluppo iniziale, sono stati realizzati i primi test con un veicolo autonomo in un circuito chiuso presso l’impianto di Indra a San Fernando de Henares (Madrid) per verificare la corretta erogazione e ricezione delle informazioni.

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