giovedì 8 luglio 2021
La Latteria Perenzin (nel Trevigiano) vanta 120 anni di storia e cinque generazioni di artigiani. Tra le tante attività anche un'Academy per trasmettere i segreti del mestiere
Il casaro Luca Longo con Emanuela Perenzin

Il casaro Luca Longo con Emanuela Perenzin - Christian Bazzo

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La Latteria Perenzin vanta oltre 120 anni di storia e cinque generazioni di casari, custodi di antichi segreti, interpreti di saperi tradizionali e lungimiranti innovatori. Fondata alla fine del 1800 da Domenico Perenzin, bisnonno di Emanuela Perenzin, oggi alla guida dell’azienda, lo storico caseificio di Bagnolo di San Pietro di Feletto (Treviso) è da sempre un luogo di condivisione e promozione di idee ed emozioni. Emanuela inizia a lavorare in azienda nel 1983, finiti gli studi di ragioneria, nel 1984 Carlo Piccoli viene assunto come aiuto casaro.

Nel 1992 il passaggio del testimone: Emanuela e Carlo prendono le redini dell’impresa consci dell’importante eredità lasciata dalle tre generazioni precedenti. Il ricordo del profumo del latte appena munto, dell’aroma dell’erba appena tagliata, del fieno secco, dell’atmosfera calda delle piccole stalle, è il patrimonio “di famiglia” che intendono preservare nelle produzioni, sia tradizionali che innovative, e sempre fortemente connesse al territorio. Ma non solo. Il concetto del benessere degli animali è uno dei punti cardine dell'azienda, che ha iniziato le produzioni di formaggi biologici più di 30 anni fa, quando il mercato ancora non le conosceva. Un animale che sta bene produce latte buono, di conseguenza si ottengono formaggi migliori. Emanuela e Carlo trasformano la latteria in un luogo di conoscenza, dedicato a chi vuole formarsi e informarsi sul mondo del formaggio e del cibo in generale, con la possibilità di vivere l’esperienza in prima persona attraverso corsi, degustazioni ad hoc e serate a tema.

Oggi, dopo oltre un secolo, ad affiancare Emanuela alla guida dell’azienda ci sono i figli Erika e Matteo Piccoli, che rappresentano la quinta generazione. Intraprendente, dinamica e sempre pronta ad anticipare i tempi, Emanuela è una mamma, un’imprenditrice e una donna raffinata come suo nonno Valentino. Erika segue il marketing e i social media, la Bottega del Gusto e il Cheese Bar, è laureata in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione a Padova e sommelier; Matteo segue la produzione, le stagionature e la logistica, ha studiato tecnologie alimentari e caseificazione in Italia e Francia, è esperto di birra e maestro assaggiatore Onaf; Carlo Piccoli è direttore dell’Accademia internazionale di arte casearia, si occupa di formazione e di consulenza, è maestro assaggiatore Onaf. Ma soprattutto è stata messa in piedi una squadra molto affiatata - circa 20 dipendenti - in larga parte composta da ragazzi sotto i 30 anni.

Proprio in occasione della IX edizione di CaseoArt -Trofeo San Lucio 2021, presso il castello di Pandino (Cremona), è stato premiato il formaggio di capra affinato con fave di tonka e vermouth, creato dal tecnico Luca Longo e dalla giovane squadra del caseificio trevigiano, che da sempre punta sul biologico e sulla produzione sostenibile. Un prestigioso e simbolico passaggio di consegne fra talenti italiani, quindi. Luca, infatti, ha frequentato il corso all’Accademia internazionale dell’arte casearia e dopo uno stage in azienda, da aprile 2014 è diventato una delle punte di diamante del caseificio. «Sono veramente soddisfatta di questo nuovo premio, perché è frutto del lavoro del futuro della nostra realtà, che sta avanzando con tanta passione e coinvolgimento», dichiara Emanuela.

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