lunedì 4 dicembre 2017
L'azienda non si è adeguata alle richieste dell'Autorità: doveva comunicare ai passeggeri anche la possibilità di ottenere un rimborso fino a 600 euro
Passeggeri di Ryanair in coda all'aeroporto londinese di Stanstead lo scorso settembre (Neil Hall, Ansa)

Passeggeri di Ryanair in coda all'aeroporto londinese di Stanstead lo scorso settembre (Neil Hall, Ansa)

Ryanair in Italia si sta dirigendo verso una multa a causa del modo in cui ha gestito le comunicazioni con i clienti che avevano comprato i biglietti per uno dei tanti voli annullati a partire dallo scorso settembre. L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ieri ha pubblicato una delibera del 29 novembre in cui avvia il procedimento che può portare a multare la compagnia low cost irlandese per una cifra compresa tra i 10mila e i 5 milioni di euro. Ma la compagnia low cost non ci sta: "Le affermazioni di inadempienza di Ryanair da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sono false e non hanno fondamento", scrive in una nota a commento della procedura di inottemperanza. "L'Enac - aggiunge Ryanair - ha già confermato che non ci sono gli estremi per applicare sanzioni".

La questione al centro della delibera dell’Agcom, il cui relatore è il giurista Michele Ainis, è il rispetto dei diritti dei passeggeri. Quando Ryanair ha annunciato le prime cancellazioni di voli avrebbe dovuto rendere disponibili ai passeggeri, sia sul suo sito che via email o via messaggio, le informazioni su quello che spettava loro: non solo il rimborso del biglietto o in alternativa la modifica gratuita del volo cancellato, ma anche una compensazione tra i 125 e i 600 euro se l’avviso della cancellazione è arrivato con meno di 15 giorni di anticipo e senza l’offerta di un volo alternativo in un orario vicino a quello della tratta acquistata. Lo prevede il regolamento europeo sui diritti dei passeggeri e nessuna compagnia può sottrarsi a queste regole.

L’Agcm ha avviato un’istruttoria sul comportamento di Ryanair già a settembre e a ottobre ha chiesto all’azienda di adeguarsi e quindi comunicare ai passeggeri coinvolti dai disagi di inizio autunno i loro diritti. L’azienda non l’ha fatto e ha fatto ricorso al Tar per ottenere una sospensione della delibera dell’Autorità. La richiesta della low cost è stata respinta e quindi l’Agcm avvierà la procedura per valutare se sanzionare l’azienda. Ha quattro mesi di tempo per prendere una decisione, nel frattempo Ryanair potrà inviare una sua memoria difensiva o chiedere di essere ascoltata. Intanto, però, l’Antitrust le ha chiesto una copia del bilancio per calcolare fino a che cifra può arrivare la sanzione.


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