sabato 11 giugno 2016
​L’agenda dell’Ue per la formazione di giovani e adulti. vuole dare a tutti le competenze per non essere esclusi. Gli italiani sono sotto la media dell’Unione sia al computer che davanti a un libro. E così le aziende non trovano le persone giuste per crescere.
Analfabeti e primitivi digitali: gli europei vanno riqualificati
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Un europeo su cinque ha una bassa alfabetizzazione, quasi uno su due ha scarse competenze digitali e intanto moltissime imprese non riescono a trovare personale qualificato. Qualcosa nel mercato del lavoro europeo evidentemente non funziona ed è presto detto: la formazione, l’offerta di lavoro spesso non combacia con la richiesta. Ne soffre tutta la competitività europea. Un dato su cui la Commissione Europea ha puntato il dito, diffondendo una serie di dati effettivamente allarmanti, soprattutto, ancora una volta per quanto riguarda l’Italia. Guardiamoli: se in media il 20% degli adulti europei ha difficoltà a leggere e scrivere (70 milioni di persone), per l’Italia si è al 28%. Se il 24% degli europei ha scarse conoscenze matematiche, è il 32% in Italia. E, se in media nell’Ue il 41% delle persone tra 16 e 74 anni sono privi di competenze digitali di base, questa percentuale sale a ben il 57%, dunque oltre la metà, per il Belpaese. Peggio ancora la situazione del tasso di occupazione dei giovani ad alta qualifica: se in media europea è dell’80,5%, per l’Italia è di appena il 52,9%, quasi trenta punti in meno. Infine, un dato singolare: in Europa il 40% delle imprese europee fatica a trovare personale qualificato, qui invece la cifra per l’Italia è molto più bassa, il 29,5%. Come si incastra questo dato con il resto? Evidentemente, è l’analisi degli esperti, le imprese italiane si "accontentano" di personale con competenze inferiori. Del resto la percentuale delle imprese italiane che finanziano la formazione dei propri dipendenti è di dieci punti inferiori alla media Ue (56% contro il 66%).Bruxelles presenta dieci iniziative per cercare di ovviare al problema. «La nostra agenda – ha spiegato il vice presidente della Commissione Jyrki Katainen, responsabile per la Crescita – ha il duplice scopo di garantire che nessuno venga lasciato indietro e che l’Europa promuova le competenze di alto livello che costituiscono il motore della competitività e dell’innovazione». Tra i punti, spicca anzitutto una "garanzia per le competenze", «per aiutare gli adulti scarsamente qualificati ad acquisire un livello minimo di competenze alfabetiche, matematiche e digitali e a progredire verso il conseguimento di un titolo di istruzione secondaria superiore»; una revisione del quadro europeo per le qualifiche; una «coalizione per le competenze e le occupazioni digitali» che riunisce vari stati membri per creare un bacino di talenti digitali, e la revisione della raccomandazione del 2006 sulle "competenze chiave", per aggiornarla all’economia attuale. Un capitolo a sé e poi dedicato ai migranti, cui sarà dedicato uno «strumento di determinazione delle competenze» per identificare in modo tempestivo le loro qualifiche e possibilità di impiego.
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