martedì 20 agosto 2013
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​Un’opportunità di lavoro, ma più ancora la possibilità di imparare un mestiere, di "crescere" professionalmente "in bottega". Il programma delle "Botteghe di mestiere", finanziato dal ministero del Lavoro e realizzato da Italia Lavoro, si arricchisce di due nuovi progetti per i ragazzi tra i 18 e i 28 anni in cerca di occupazione, presentati ieri al meeting di Rimini.Il primo ha come protagonista il gruppo Amadori che intende trasmettere a 20 ragazzi competenze legate all’industria agroalimentare, con particolare riferimento alla lavorazione e conservazione della carne, in modo da continuare una tradizione che vede l’Italia ai vertici mondiali in questo settore. «La bottega ha l’obiettivo di trasferire ai tirocinanti le abilità necessarie attraverso il metodo consolidato di Amadori Academy», ha spiegato Antonio Forlini, Direttore del personale di Amadori. «Un metodo che dà la massima priorità alla formazione sul campo rispetto alla formazione in aula e all’utilizzo delle competenze interne grazie alla "learning organization". I manager e capi intermedi saranno infatti i primi responsabili della crescita dei 20 giovani, che verranno accolti in azienda e prenderanno parte ai principali progetti sviluppati da Amadori».San Patrignano partecipa invece con l’iniziativa "Crescere in bottega", per formare 20 nuovi cuochi in grado di lavorare in alberghi e ristoranti. I tirocinanti verranno inseriti direttamente nel processo produttivo del Ristorante Agrituristico "Vite", del Ristorante "Guido" di Miramare (Rn) intervenuti come partner del progetto e della Pizzeria "O’Malomm" di San Patrignano, per facilitarli nell’acquisizione delle competenze tecniche previste dalla professione, ha spiegato Francesco Vismara, Presidente dell’Ente di formazione professionale della Comunità di san Patrignano.Per il presidente di Italia Lavoro, Paolo Reboani, «il progetto "Botteghe di mestiere" soddisfa diverse esigenze: la prima è favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, attraverso il tirocini formativo e poi con l’apprendistato. In secondo luogo, valorizza una peculiarità italiana: l’importanza del lavoro manuale e l’eccellenza delle nostre maestranze, attraverso un programma che consente la trasmissione del sapere lavorativo e la promozione del Made in Italy. Infine, il lavoro con il territorio rappresenta un valore aggiunto: vengono costituite infatti delle reti di imprese che attraverso la condivisione di obiettivi favoriscono lo sviluppo economico del territorio, non a caso molte botteghe vanno a costituire delle vere e proprie filiere produttive».
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