mercoledì 23 novembre 2016
Standard & Poor's sostiene che si ritarderebbe la soluzione per le sofferenze bancarie, perché le attenzioni sarebbero più concentrate su nodi politici. Turbolenze sui mercati ma non come nel 2010
Esterno della sede centrale di New York dell'agenzia di rating

Esterno della sede centrale di New York dell'agenzia di rating

Il timore economico prevale sul rischio politico. In caso di vittoria del No al referendum a preoccupare i mercati “sono le banche italiane e la situazione degli Npl”, ovvero delle sofferenze. In quanto “probabilmente ritarderebbe la soluzione di questi problemi, perché le attenzioni sarebbero più concentrate su questioni politiche che finanziarie”. A lanciare l’allarme è Standard & Poor's. Il capo economista dell’agenzia di rating, Jean-Michel Six, intervenendo a un convegno a Milano sostiene che “l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una crisi politica in Italia”. Nel caso al voto del 4 dicembre prevalesse il voto contrario alle riforme volute da Renzi, secondo Six “ci sarebbe un governo tecnico che porterebbe a elezioni politiche. Anche se non è scontato, potrebbe durare a lungo prima di arrivare a nuove elezioni”.

Quali effetti finanziari ci sarebbero, invece, con un successo del No? "Avremo sicuramente un po’ di turbolenza sui mercati, prevedono gli esperti di S&P. Ma niente cataclismi: "Stavolta abbiamo sopra la testa l'ombrello nucleare" dice Six riferendosi al programma anti spread della Bce, "per questo non ci sarà una riproposizione del 2010", quando lo spread s’impenno oltre i 500 punti.

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