martedì 1 dicembre 2020
Il titolo perde oltre il 6% a metà mattinata per la decisione dell'Ad di lasciare a fine mandato (primavera 2021)., Più probabile l'aggregazione con Mps sotto la regia del presidente designato Padoan
L'amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier

L'amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier - Ansa

COMMENTA E CONDIVIDI
I mercati reagiscono negativamente alla notizia del cambio ai vertici di Unicredit, con il titolo che a metà mattinata a Piazza Affari perde oltre il 6%. Ieri, a Borse chiuse, è arrivato l'annuncio:l'amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, ha deciso di fare un passo indietro. A capo del secondo gruppo bancario italiano da quattro anni e in scadenza la prossima primavera, il banchiere francese sarebbe stato indotto a non ricandidarsi dal Cda che, ieri pomeriggio, avrebbe chiesto e ottenuto di poter cercare un nuovo capoazienda per il futuro della banca.
La decisione, confermata da un comunicato stampa di Unicredit, sarebbe legata alle strategie sulle acquisizioni e in particolare alla sua decisa opposizione all’operazione di "salvataggio" Mps: "Con i colleghi di Unicredit negli ultimi anni abbiamo realizzato con successo il piano Transform 2019 e, di conseguenza, siamo in una posizione forte per continuare a supportare i nostri clienti e le comunità in tutti i nostri Paesi restando un vero Gruppo pan-Europeo vincente – ha dichiarato Mustier in una nota della banca –. Nel corso degli ultimi mesi, tuttavia, è emerso che la strategia del Piano Team 23 e i suoi pilastri fondanti non sono più in linea con l’attuale visione del Cda. Di conseguenza ho preso la decisione di lasciare il Gruppo alla fine del mio mandato ad aprile 2021, in modo da consentire al consiglio di definire la strategia futura". Le indiscrezioni sulle possibili nozze in vista tra Unicredit e Mps, del resto, circolano sempre più insistentemente. Già ieri, con i rumors che davano in bilico la posizione di Mustier, il titolo di Unicredit aveva perso il 5%. A volare, al contrario, già nella seduta di ieri ma anche stamattina, è il titolo di Mps che non entra in contrattazioni per eccesso di rialzo con un +8,43% teorico.
Ora l’uscita di scena del manager francese fa risalire notevolmente le probabilità di raggiungere un’intesa tra Tesoro e UniCredit su Mps, sotto la regia del presidente designato, Gian Carlo Padoan, ex ministro dell’Economia. Il presidente designato e il Cda, precisa infatti subito la banca, "inizieranno una ricerca, sia all’interno che all’esterno del gruppo", per identificare il nuovo Ad, "seguendo un processo di selezione accurato e rigoroso che riflette l’impegno per assicurare una solida governance aziendale". Equita ribadisce intanto che una combinazione con il Monte "potrebbe rivelarsi neutrale sotto il profilo del rischio e del capitale per Unicredit solo in caso di pieno riconoscimento delle attività fiscali differite di entrambe le banche, circa 3,6 miliardi di euro ciascuna, oltre che con un aumento di capitale di Siena di 2,5 miliardi, uno scenario difficilmente realizzabile sotto il profilo politico".
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: