martedì 10 gennaio 2017
Presentata la proposta di indennizzi. Per Popolare di Vicenza sono 9 euro ad azione, per Veneto Banca è da definire. Viola: vogliamo un rilancio su basi solide
Fabrizio Viola, consigliere delegato della Popolare di Vicenza

Fabrizio Viola, consigliere delegato della Popolare di Vicenza

Si apre la stagione delle transizioni per i soci e gli azionisti delle due ex popolari del Veneto, Bpvi di Vicenza e Veneto Banca di Treviso. Entrambi gli istituti di credito hanno previsto un’offerta di transazione con indennizzo forfettario al 15%. L’iniziativa di conciliazione è stata descritta, durante una conferenza stampa congiunta da parte dei Cda, oggi a Padova.

Nello specifico, la Banca Popolare di Vicenza offre 9 euro ad azione ai soci "azzerati" in cambio della rinuncia ai contenziosi con la banca, mentre Veneto Banca promuoverà un’offerta di transazione agli azionisti con un indennizzo pari al 15% (saranno tra i 4,5 e i 6 euro ad azione). Per quanto riguarda Bpvi, l’offerta, rivolta a 94 mila azionisti, partirà domani e si chiuderà il 22 marzo; mentre l’esito dell’iniziativa di Veneto Banca, diretta a circa 75 mila azionisti, maturerà per aprile.

L’offerta «è fortemente imprenditoriale e coraggiosa – ha dichiarato Carlo Mion, numero uno della Popolare di Vicenza –, molto onerosa per la banca ma indispensabile per rendere l’istituto appetibile e interessante per investitori terzi». «Ci muoviamo insieme con Veneto Banca, nostra banca sorella, sorella perché siamo stati salvati dal naufragio», ha continuato Mion. Soffermandosi sui problemi strutturali di Bpvi, il presidente ha sottolineato che «uno dei più importanti è quello dei costi superiori ai ricavi. È in corso di preparazione un piano che renderà ancora più indispensabile questa offerta transattiva. Spero che ci sia grande adesione a questa proposta perché consentirà la ripresa del dialogo coi clienti e la creazione di premesse per reperire i fondi indispensabili per il rilancio della banca».

A illustrare l’iniziativa transattiva da parte di Veneto Banca è stato il consigliere delegato, Fabrizio Viola. «Questa operazione – ha dichiarato Viola – va nella direzione di assicurare una gestione dei rischi legali che devono essere ridimensionati per consentire alle due banche di avviare questo percorso di rilancio su basi solide». Il fabbisogno di capitale per le offerte di conciliazione è di «oltre 600 milioni di euro per le due banche, senza considerare il fabbisogno di capitale che servirà per la costituzione dei due plafond per i soci che versano in situazione di disagio economico e finanziario. La cifra – ha aggiunto Viola – è importante e conferma l’enfasi che abbiamo voluto dare per l’impegno».

Sul bisogno di ricostruire la fiducia del tessuto imprenditoriale, dei privati e del territorio, si è soffermato, invece, il presidente di Veneto Banca, Massimo Lanza, secondo cui: «È necessario un nuovo modello di banca. La ricostruzione è fatta di un’opera di pulizia; non si può più fare banca come in passato». «L’opera di pulizia è faticosa ma semplice da realizzare – ha proseguito Lanza –, e la nostra squadra ne ha una discreta esperienza. La fase di progettazione e realizzazione, invece, è sicuramente più complessa ma più stimolante. Entrambe le fasi richiedono del capitale, buona governance, manager e personale». Ritornando invece a Bpvi, molti, per capire il futuro, si affidano al nuovo piano industriale che, neanche ieri è stato reso noto. «Un piano industriale che si rispetti – ha affermato il consigliere delegato Viola – necessita di un’adeguata valutazione. Un’asse importante del piano è il recupero di efficienza per cui dovremo fare grande efficienza, cosi come dovremo ricreare le condizioni per la crescita dei ricavi. Con la riduzione dei rischi insiti nell’attivo – ha concluso il consigliere delegato –, le due banche dovranno poter contare su adeguata dotazione di capitale».

© Riproduzione riservata