martedì 10 ottobre 2017
Aiuti per i più poveri tra quelli che hanno perso i risparmi: 10mila famiglie con redditi e patrimoni sotto i 30mila euro.
Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo (foto Ansa)

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo (foto Ansa)

«È una vergogna aver tradito il principio base di questo mestiere: ovvero la fiducia e la reputazione». Così Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, annunciando che il suo gruppo stanzierà 100 milioni di euro per aiutare gli azionisti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. «Sono rimasto impressionato da ultraottantenni colpiti da questa vicenda, un livello di raggiro scandaloso », ha ammesso.

Circa 15mila euro a cliente

Intesa ha identificato 30mila famiglie con reddito inferiore ai 30mila euro e patrimonio (esclusi gli investimenti in azioni nelle due banche) di 15 mila euro. Circa 2 mila di queste famiglie sono composte da ultraottantenni. «Concretamente – ha spiegato Messina – ipotizziamo la possibilità di dare gratuitamente dei fondi monetari privi di rischio, slegati dalle dinamiche dei titoli di Stato, che poi potranno vendere nel corso dei periodi successivi ». L’ammontare previsto per singolo cliente è pari a 15mila euro.

«Questa è un’importante assunzione di responsabilità», ha subito commentato il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta. Sotto il segno del recupero della fiducia, Messina ha assicurato che per il Gruppo è una priorità ridurre l’ammontare di Npl: «entro due anni torneremo a livelli pre-crisi», ha assicurato. «La permanenza di Npl come criterio la considero però una forzatura – ha precisato – perché se hai la possibilità di recuperare, non vedo perché si debba restare dentro un criterio rigido di due o sette anni».

Conti in miglioramento

Intanto, per le ex banche venete, come ha fatto sapere l’Ad, la raccolta è tornata positiva e sta crescendo il risparmio gestito. In alcuni incontri con gli operatori economici del Veneto, Messina ha garantito che «non toglieremo i doppi fili», confermando un plafond di altri 5 miliardi per nuovi crediti. Con soddisfazione, ha poi aggiunto: «Siamo riusciti a mettere in sicurezza 50 miliardi di risparmi e crediti, a tutelare oltre 2 milioni di clienti, di cui 200 mila imprese, e il lavoro di circa 10 mila persone con le loro famiglie». Allargando l’orizzonte della sua riflessione, l’Ad di Intesa Sanpaolo ha affermato che per quanto riguarda il Bond Carige «ci stiamo muovendo con valutazioni che portino a minimizzare l’impatto sulla banca» per cui «è ragionevole che la conversione possa portare al minore impatto».

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