mercoledì 10 luglio 2019
Sognano di lavorare in una grande azienda con opportunità di formazione e conciliazione vita-lavoro
Talenti digitali, anche l'Italia tra le mete più ambite
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Sono in prevalenza uomini (68%), laureati (80%), sognano di trovare un impiego in una grande impresa che offra opportunità di formazione e un buon equilibrio fra lavoro e vita privata. E in due casi su tre sono disposti a trasferirsi all’estero per trovarlo (67%). È questo l’identikit dei “digital experts” - i talenti con elevate competenze ed esperienza nel digitale - come le capacità di data mining, programmazione e sviluppo web, digital marketing, digital design, sviluppo di applicazioni mobile, intelligenza artificiale, lavoro in modalità agile e robotica - fotografato dal Report Decoding Digital Talent di Boston Consulting Group (Bcg), che ha indagato le preferenze su mobilità e lavoro di circa 27mila talenti digitali provenienti da 180 Paesi.

L’Italia si colloca al decimo posto fra le destinazioni più attraenti, col 10% delle preferenze, preceduta da Stati Uniti (40%), Germania (31%), Canada (27%), Australia (24%), Regno Unito (24%), Svizzera (15%), Francia (15%), Spagna (12%) e Giappone (11%). Guadagna però una posizione, posizionandosi al nono posto con l’11% delle preferenze, se si considerano i profili non digitali. Le città più ambite sono Londra (24% dei voti), New York (19%) e Berlino (18%). Per trovare una città italiana, bisogna scendere fino alla 28esima posizione, occupata da Roma.

«Coltivare o attrarre dall’estero le competenze digitali più richieste dal mercato come l’intelligenza artificiale, il digital marketing, la robotica o lo sviluppo web e mobile migliora non soltanto performance delle aziende, ma la competitività dell’intero sistema paese - afferma Matteo Radice, managing director e partner di Bcg -. Se governi, città e imprese vogliono accogliere esperti digitali devono costruire un contesto di lavoro adeguato alle loro capacità e aspirazioni, capace di attrarre e trattenere i migliori talenti che provengono dall’estero».

La maggior parte dei talenti digitali pronti a trasferirsi per lavoro preferirebbe farlo in una regione o nazione vicine geograficamente o culturalmente. Sette delle dieci nazioni più ambite dai talenti europei fanno parte del continente, mentre per quelli dell’America Latina i Paesi più attraenti sono Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile (relativamente vicini geograficamente) e la Spagna (dove si parla la stessa lingua). Metà dei paesi più interessanti per i talenti della zona Asia-Pacifico si trovano nella stessa area: Australia, Giappone, Singapore, Malesia e Corea del Sud.

Otto talenti digitali su dieci hanno una laurea o titolo di studio superiore, contro il 67% dei non esperti digitali. Le competenze più diffuse sono quelle di data mining (36% del campione), programmazione e sviluppo web (28%), sviluppo di applicazioni mobile (25%) e digital marketing (25%), seguite da digital design (20%), modalità di lavoro agile (18%), robotica e automazione (16%) e intelligenza artificiale e machine learning (14%). Poco più di quattro su dieci non ricoprono alcun ruolo manageriale (41%), il 29% appartiene al lower management, il 21% al middle management e il 9% al top management.

Nonostante il digitale sia comunemente associato alle start up, queste sono soltanto in quarta posizione nelle preferenze dei talenti digitali, che invece vorrebbero principalmente lavorare in grandi imprese, poi come lavoratori in proprio o in una pmi. I dieci fattori più rilevanti quando si tratta di scegliere il paese in cui trasferirsi per lavoro sono il buon equilibrio fra lavoro e vita privata, le opportunità di formazione e lavoro, le possibilità di fare carriera, i buoni rapporti con i colleghi, lo stipendio, una buona relazione con il proprio manager, la stabilità finanziaria del datore di lavoro, la possibilità di svolgere un lavoro interessante, sentirsi apprezzati per il proprio lavoro e un ambiente professionale innovativo e creativo.

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