lunedì 23 febbraio 2015
​Presentato un documento del Comece contro la pratica dell'utero in affitto, "business che sfrutta le donne più povere e vulnerabili".
​Tutte le forme di maternità surrogata "rappresentano un grave attentato alla dignità umana". Lo sottolinea in un documento il Comece, il Consiglio delle Conferenze episcopali nell'Unione europea. Il parere, reso noto oggi a Bruxelles, è stato redatto dalla Commissione del Comece per la bioetica.  Sottolineando come le donne subiscano questo tipo di sfruttamento a causa della povertà, i vescovi rilevano che anche il bambino in queste pratiche altro non è che "un oggetto". Nel documento del Comece si chiede come "primo passo" di valutare la possibilità che gli Stati rifiutino le trascrizioni degli atti di nascita, avvenuti con queste pratiche. Il documento rileva anche come la maternità surrogata si pongacontro i "valori fondamentali" della stessa Europa.Nel documento della Commissione di studio che fa riferimento alle Conferenze episcopali dell'Unione europea si condanna anche l'espressione "utero in affitto", utilizzata comunemente per questa pratica, perché non tiene conto che la gestazione non riguarda "solo un organo ma l'intera persona".   Si tratta di "un business inaccettabile" - conclude il documento presentato oggi nel corso di un evento al Parlamento europeo - che "sfrutta le donne più vulnerabili e più povere".
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