Chiesa italiana. In preghiera per i martiri di oggi


La Presidenza della Cei venerdì 22 maggio 2015
Questa sera la Chiesa italiana promuove in tutto il Paese iniziative di preghiera per ricordare i «martiri contemporanei». Tv2000 | Il tweet del Papa | Aleppo deve vivere | #free2pray
Il sangue e il seme di G. Paolucci LA VEGLIA Diocesi | Associazioni
Veglie di preghiera per i cristiani perseguitati: è l'iniziativa lanciata dalla Cei per sabato 23 maggio, vigilia di Pentecoste. Ogni Chiesa locale potrà stabilire le modalità della Veglia. LE ADESIONI DELLE DIOCESI E DELLE ASSOCIAZIONI «Esiste un legame forte che già ci unisce, al di là di ogni divisione: è la testimonianza dei cristiani, appartenenti a Chiese e tradizioni diverse, vittime di persecuzioni e violenze solo a causa della fede che professano». Con queste parole il Santo Padre ha ricevuto i membri della Commissione internazionale anglicana-cattolica (30 aprile 2015). Si tratta solo dell’ultimo intervento del Papa in ordine alla tragedia di tanti cristiani e di tante persone i cui diritti fondamentali alla vita e alla libertà religiosa vengono sistematicamente violati.Questa situazione ci interroga profondamente e deve spingerci ad unirci, in Italia e nel mondo, in un grande gesto di preghiera a Dio e di vicinanza con questi nostri fratelli e sorelle. Imploriamo il Signore, inchiniamoci davanti al martirio di persone innocenti, rompiamo il muro dell’indifferenza e del cinismo, lontano da ogni strumentalizzazione ideologica o confessionale. Da qui la proposta di dedicare, in Italia e in tutte le comunità del mondo che vorranno aderire, la prossima Veglia di Pentecoste, sabato 23 maggio 2015, ai martiri nostri contemporanei. A questo scopo si sta inoltre lavorando ad un progetto di diffusione – attraverso i social media – di testimonianze e storie, dai diversi Paesi: racconti di fede e di amore estremo, eventi di condivisione, fatti di carità. Sono moltissimi i cristiani e gli uomini di ogni confessione capaci di testimoniare l’amore a prezzo della vita. Tale testimonianza non può passare sotto silenzio perché costituisce per tutti una ragione di incoraggiamento al bene e di resistenza al male.
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