giovedì 4 aprile 2013
Oltre 5 milioni di follower su Twitter. Papa Francesco nel “cinguettio” odierno : «Dio ci ama. Non dobbiamo aver paura di amarlo. La fede si professa con la bocca e con il cuore, con la parola e con l’amore». ​Lo stupore dell’incontro con Cristo è stato anche il cuore della breve omelia di papa Francesco durante la Messa presieduta questa mattina alla Casa Santa Marta.
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Papa Francesco ha lanciato un nuovo tweet: «Dio ci ama. Non dobbiamo aver paura di amarlo – scrive il Pontefice – La fede si professa con la bocca e con il cuore, con la parola e con l’amore». Il Papa sul suo account Twitter @pontifex in nove lingue ha superato i 5 milioni di follower. Lo stupore dell’incontro con Cristo è il cuore della breve omelia di papa Francesco durante la Messa presieduta questa mattina alla Casa Santa Marta. Vi hanno partecipato alla celebrazione i dipendenti della Tipografia vaticana. Le letture del Giovedì nell’Ottava di Pasqua parlano dello stupore della folla per la guarigione dello storpio operata da san Pietro in nome di Cristo e lo stupore dei discepoli di fronte all’apparizione di Gesù risorto. «Lo stupore – afferma il Papa - è una grazia grande, è la grazia che Dio ci dà nell’incontro con Gesù Cristo. E’ qualcosa che fa sì che noi siamo un po’ fuori di noi per la gioia … non è un mero entusiasmo”, come quello dei tifosi “quando vince la loro squadra», ma «è una cosa più profonda”. E’ fare l’esperienza interiore di incontrare Gesù vivo e pensare che non sia possibile: “Ma il Signore ci fa capire che è la realtà. E’ bellissimo!». «Forse – ha proseguito il Pontefice - è più comune l’esperienza contraria, quella che la debolezza umana e anche le malattie mentali, o il diavolo, fanno credere che i fantasmi, le fantasie, siano la realtà: quello non è di Dio. Di Dio è questa gioia tanto grande che non la si può credere. E noi pensiamo: ‘No, questo non è reale!’. Questo è del Signore. Questo stupore è l’inizio dello stato abituale del cristiano». Certo – ha osservato il Papa – «non possiamo vivere sempre nello stupore. No, davvero, non si può. Ma è l’inizio. Poi, questo stupore lascia l’impronta nell’anima e la consolazione spirituale». E’ la consolazione di chi ha incontrato Gesù Cristo. Dopo lo stupore, dunque, c’è la consolazione spirituale e alla fine, «ultimo scalino», c’è la pace. «Sempre, un cristiano – ha sottolineato Papa Francesco - anche nelle prove più dolorose, non perde la pace e la presenza di Gesù” e “con un po’ di coraggio» può pregare: «Signore, dammi questa grazia che è l’impronta dell’incontro con te: la consolazione spirituale» e la pace. Una pace che non si può perdere perché «non è nostra», è del Signore: la vera pace «non si vende né si compra. E’ un dono di Dio», perciò – conclude il Papa - «chiediamo la grazia della consolazione spirituale e della pace spirituale, che incomincia con questo stupore di gioia nell’incontro con Gesù Cristo. Così sia».
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