mercoledì 21 dicembre 2016
I cuochi stellati prepareranno il pranzo per i detenuti. A servire personaggi di sport e tv. «Ristabilire un rapporto tra giustizia e misericordia»
Rinnovamento porta 5 chef dietro le sbarre

Sarà un Natale stellare quello che si apprestano a vivere i detenuti e le detenute di Rebibbia (Roma), Opera (Milano), Sant’Anna (Modena), Pagliarelli (Palermo) e Salerno. Domani infatti cinque chef 'stellati' - Cristina Bowerman, Tommaso Arrigoni, Carmine Giovinazzo, Lorenzo Cuomo e Pietro D’Agostino - metteranno a disposizione creatività e maestria per preparare manicaretti di 'ALTrA cucina… per un pranzo d’amore'. Ad animare la giornata e a servire a tavola (alla quale nel caso di Milano siederanno pure i familiari) saranno numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, del teatro e della tv, tra cui Francesca Fialdini, Alessandro Greco, Manlio Dovì, Giusy Versace, Nek, alcuni dei quali si esibiranno anche insieme ai carcerati.

«Vogliamo testimoniare che è possibile essere ’diversamente misericordiosi’, trovando il gusto di piatti prelibati, ma ancor di più e ancor prima il gusto di essere uomini e donne incarnati tra le pieghe dolorose del nostro tempo», ha spiegato Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo e della Fondazione Alleanza del RnS Onlus, presentando ieri a Roma l’iniziativa promossa per il terzo anno consecutivo insieme a Prison Fellowship Italia, con il supporto di imprenditori, associazioni, aziende e volontari. Si tratta, ha detto, di «un altro modo di mettere i primi a servizio degli ultimi, facendoli incontrare e gioire insieme, senza riserve» per «accendere i riflettori sulla capacità che la società civile ha di costruire il bene comune», soprattutto mentre dilaga «una cultura dell’indifferenza, del malaffare e dello scarto che continua a generare nuovi poveri e nuovi prigionieri».

«Crediamo fortemente che spetta a noi, alla società civile, ristabilire un vero rapporto tra giustizia e misericordia», ha aggiunto Martinez ricordando che «la misericordia non è contraria alla giustizia, ma la tempera, la umanizza». È fondamentale infatti «far capire che l’uomo non è il suo errore e che fare giustizia significa rispondere al male con il bene », gli ha fatto eco Marcella Reni, presidente di Prison Fellowship Italia, per la quale occorre rimettere al centro la persona e la relazione. «Offrire un pranzo stellato – ha sottolineato – è un gesto che esprime il prendersi cura e restituisce dignità, che fa sentire i detenuti serviti, amati e non giudicati». «Le emozioni che proverò cantando – ha confidato il cantautore Amedeo Minghi – non saranno le solite e certamente sarà più quello che riceverò di quello che darò». Perché ad essere misericordiosi e a fare del bene c’è più gusto.

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