venerdì 29 aprile 2016
Così si è rivolto Papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti al Convegno internazionale promosso dal Pontificio Consiglio della cultura sui progressi della medicina rigenerativa e sui suoi impatti culturali. L'impegno comprende sensibilizzazione, ricerca a misura d'uomo e accesso alle cure per tutti.
Malattie rare, il Papa: «No all'indifferenza»
Informazione, formazione e ricerca per combattere le malattie rare, unite a un “cambio del paradigma economico, affinché sia privilegiata la persona umana”, assicurando “l’accesso alle cure”. È l’indicazione rivolta da Papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti al Convegno internazionale promosso dal Pontificio Consiglio della cultura sui progressi della medicina rigenerativa e sui suoi impatti culturali. “A questi pazienti”, ha esordito il Papa, “molte volte non si presta sufficiente attenzione, perché non si intravede un consistente ritorno economico dagli investimenti fatti in loro favore”. Eppure, “queste patologie riguardano milioni e milioni di persone in tutto il mondo, causando sofferenze e preoccupazioni anche in coloro che, a vario titolo, se ne prendono cura, a partire dai familiari”. Papa Francesco ha ricordato i suoi numerosi incontri con quanti sono affetti da queste patologie. Ricordiamo il commovente abbraccio, il 6 aprile scorso, con Lizzy Myers, la bimba americana che diventerà cieca e sorda perché ancora non c'è una cura per lei. Indica tre strade per trovare una soluzione a questo dramma. La prima è la sensibilizzazione, la seconda è promuovere una ricerca rispettosa della vita, mentre la terza è il garantire l’accesso alle cure. Sensibilizzazione ed empatia verso chi è colpito da malattie rare “È di fondamentale importanza promuovere nella società la crescita del livello di empatia - ha affermato Papa Francesco - affinché nessuno rimanga indifferente alle invocazioni di aiuto del prossimo, anche quando è afflitto da una malattia rara. Sappiamo che talvolta non è possibile trovare soluzioni rapide a patologie complesse, ma sempre si può rispondere con sollecitudine a queste persone, che spesso si sentono abbandonate e trascurate”. Promuovere una ricerca rispettosa della vita La seconda strada è promuovere la ricerca. Una ricerca che abbia “un fondamentale riferimento all’etica” e il “rispetto per la vita umana”: “Infatti, anche la ricerca, sia in ambito accademico che industriale, richiede una costante attenzione alle questioni morali per essere strumento di tutela della vita e della dignità della persona umana”. Assicurare l'accesso alle cure La terza via è garantire l’accesso alle cure. “A questi pazienti” - nota il Papa - spesso “non si presta sufficiente attenzione, perché non si intravede un consistente ritorno economico dagli investimenti fatti in loro favore”: “Nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium (…) ho affermato con forza che bisogna opporsi a «un’economia dell’esclusione e della inequità» (53), che semina vittime quando il meccanismo del profitto prevale sul valore della vita umana. Questa è la ragione per cui alla globalizzazione dell’indifferenza bisogna contrapporre la globalizzazione dell’empatia”. Occorre “incrementare le risorse per la ricerca” - conclude il Papa - e “promuovere l’adeguamento legislativo e il cambio del paradigma economico, affinché sia privilegiata la persona umana”.
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