mercoledì 6 marzo 2013
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Sui gradini del sagrato di San Pietro, sul lato destro della Basilica, si staglia la Croce della Gmg, attorniata da un gruppo di ragazzi. Recitano il Rosario in latino e nelle diverse lingue, mentre il maxischermo rimanda le immagini sulla piazza, attirando una piccola folla di fedeli e turisti. Succede tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, da quando è iniziato l’Anno della fede, ma in questi giorni la preghiera dei giovani ha un significato particolare. È il loro modo di vivere l’attesa del nuovo Pontefice, dopo il saluto commosso a Benedetto XVI. Per accompagnare questi momenti cruciali, i giovani del Centro internazionale giovanile San Lorenzo hanno scelto infatti il silenzio e la preghiera: oltre al Rosario quotidiano (iniziativa promossa insieme ad Aleteia, il Centro televisivo vaticano e Telepace), hanno pensato ad un’adorazione perpetua per la durata del Conclave. «Tutto è nelle mani di Dio: i cardinali hanno il compito di eleggere il Papa, ma noi credenti possiamo stare in comunione con loro e partecipare a tale evento pregando», sottolinea Alexey, 22 anni, che arriva dal Kazakistan. «Vivo questa fase con speranza», sorride lo studente che confida di aver sentito «un colpo al cuore» nel guardare la finestra chiusa del palazzo apostolico. Per Aneta, slovacca di 27 anni, proprio quella finestra chiusa è «la conferma che è tutto vero». «Ho molta stima per Benedetto XVI e in questi ultimi giorni mi sono resa conto che quello che diceva era semplice, ma attuale e profondo», continua la ragazza per la quale «la sfida è mettere in pratica ciò che lui ha testimoniato con l’esempio». «Sono serena, mi fido del Signore. Benedetto ci mancherà. Il tempo trascorso dall’annuncio alla sua partenza per Castelgandolfo però ci ha dato l’opportunità di ringraziarlo e di prepararci ad accogliere il successore», osserva Claire che ha 22 anni ed è di Bordeaux, in Francia. «Prego perché il nuovo Papa continui a seguire le orme di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, sulla strada dello Spirito», aggiunge la ragazza che è a Roma (studia Storia alla Sapienza) per l’anno di Erasmus. Carly invece è inglese, ha 27 anni e sta portando avanti i suoi studi in filosofia alla Gregoriana: «Sento in me – rivela – un miscuglio di emozioni: da una parte sono triste perché Benedetto è per me un papà ed è difficile dover dire "ciao" a qualcuno che si ama, ma sono gioiosa perché la sua scelta è una testimonianza di fedeltà alla volontà del Signore, un esempio da seguire». Per Carly e i suoi amici questo dunque è il momento di affidare pensieri, speranze e propositi al rosario, sgranato sotto la Croce affidata da Papa Wojtyla ai giovani, divenuta uno dei simboli della Gmg (una copia sta attraversando le diocesi del Brasile prima di raggiungere Rio per l’appuntamento del prossimo luglio) assieme all’Icona della Vergine. «Viviamo l’attesa – dice Carly – pregando per i cardinali e per il Conclave. Non c’è niente di più potente della preghiera». «Pregare è fondamentale», ripete Marta Nardin, direttrice del Centro San Lorenzo, nato nel 1983 per volere di Giovanni Paolo II. «La nostra missione – spiega – è duplice: dare la nostra testimonianza di "pietre vive" nella Chiesa ed essere una famiglia per i tanti giovani che arrivano a Roma per motivi di studio, offrendo loro un luogo dove si possa coltivare la fede, con l’adorazione e la messa quotidiane, la possibilità di confessarsi e la Messa internazionale una volta alla settimana». Accoglienza e spiritualità sono le cifre caratteristiche del Centro giovanile che il prossimo 9 marzo celebrerà il suo 30° anniversario con una Messa nella Basilica di San Pietro, sulla tomba di Giovanni Paolo II. «Anche in quell’occasione – conclude la direttrice – pregheremo per il Conclave, così come venerdì quando nella Cappella del Centro ci incontreremo per una meditazione guidata».
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