venerdì 14 novembre 2014
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Nell’attuale situazione di crisi è più che mai necessario andare incontro alle persone, facendo valere “le ragioni della dignità umana di fronte alle rigidità della burocrazia”: è quanto ha detto il Papa incontrando nell’Aula Paolo VI in Vaticano i partecipanti al Congresso mondiale dei commercialisti. Il servizio di Sergio Centofanti per la Radio Vaticana. Oggi – ha detto subito il Papa – il lavoro è la questione chiave: siamo di fronte alla “drammatica realtà di tante persone che hanno un’occupazione precaria, o che l’hanno perduta; di tante famiglie che ne pagano le conseguenze; di tanti giovani in cerca di un primo impiego e di un lavoro dignitoso. Sono numerosi coloro, specialmente immigrati, che, costretti a lavorare ‘in nero’, mancano delle più elementari garanzie giuridiche ed economiche”. In questo contesto – ha proseguito – “è più forte la tentazione di difendere il proprio interesse senza preoccuparsi del bene comune, senza badare troppo alla giustizia e alla legalità. Perciò è richiesto a tutti, specialmente a quanti esercitano una professione che ha a che fare con il buon funzionamento della vita economica di un Paese, di giocare un ruolo positivo, costruttivo, nel quotidiano svolgimento del proprio lavoro, sapendo che dietro ogni carta c’è una storia, ci sono dei volti”. In tale impegno, il professionista cristiano fa bene il proprio dovere, con la capacità di “andare oltre”: ” … che significa andare incontro alla persona in difficoltà; esercitare quella creatività che ti permette di trovare soluzioni in situazioni bloccate; far valere le ragioni della dignità umana di fronte alle rigidità della burocrazia”.È necessario – ha osservato ancora il Papa – “porre sempre al centro l’uomo con la sua dignità, contrastando le dinamiche che tendono ad omologare tutto e pongono al vertice il denaro. “Quando il denaro diventa il fine e la ragione di ogni attività, di ogni iniziativa, allora prevalgono l’ottica utilitaristica e le logiche selvagge del profitto che non rispetta le persone, con la conseguente diffusa caduta dei valori della solidarietà e del rispetto per la persona umana. Quanti operano a vario titolo nell’economia e nella finanza, sono chiamati a fare scelte che favoriscano il benessere sociale ed economico dell’intera umanità, offrendo a tutti l’opportunità di realizzare il proprio sviluppo”. Papa Francesco incoraggia, quindi, i commercialisti ad operare sempre responsabilmente, favorendo rapporti di lealtà, di giustizia e, se possibile, di fraternità, affrontando con coraggio soprattutto i problemi dei più deboli e dei più poveri: “Non basta dare risposte concrete ad interrogativi economici e materiali; occorre suscitare e coltivare un’etica dell’economia, della finanza e del lavoro; occorre tenere vivo il valore della solidarietà – questa parola che ha il rischio di essere cacciata via dal dizionario, oggi: la solidarietà … – la solidarietà come atteggiamento morale, espressione dell’attenzione all’altro in ogni sua legittima esigenza”. Occorre “una globalizzazione della solidarietà” – conclude il Papa - in armonia con la sussidiarietà: “Grazie all’effetto di questi due principi i processi vanno a servizio dell’uomo e cresce la giustizia, senza la quale non ci può essere pace vera e duratura”.
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